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A arte Invernizzi

A arte Invernizzi

Galleria Private
 
Art 39 Basel 2008
 
Gianni Colombo
Gianni Colombo
  GIANNI COLOMBO

Hall 2.0 Stand D 05

Vernissage

martedì 3 giugno 2008
4 - 8 giugno 2008 ore 11 - 19

A ARTE STUDIO INVERNIZZI
Via D. Scarlatti 12
20124 Milano Italy
Tel. Fax 02 29402855
info@aarteinvernizzi.it
press@aarteinvernizzi.it
www.aarteinvernizzi.it

La galleria A arte Studio Invernizzi presenta ad Art 39 Basel una mostra personale di Gianni Colombo.
L'esposizione intende presentare un nucleo di opere significative che esemplificano i diversi momenti creativi dell'artista, dalla fine degli anni Cinquanta al 1992.
Interesse centrale dell'opera di Gianni Colombo è stato quello di stabilire un rapporto nuovo tra l'individuo e le strutture conoscitive proprie dell'esperienza umana, a partire da quelle percettive, ma intese da lui in un senso ampio, che coinvolge la dimensione corporea nel suo complesso. Tutto il lavoro di Colombo tende a questa riconfigurazione della relazione, fisica e psichica insieme, tra il singolo e lo spazio che lo circonda: questo legame viene da lui indagato attraverso opere in movimento (reale, visivo, ideale), che tendono a problematizzare le nostre consuete direttrici di esperienza del reale.

Tra le opere presentate in questa occasione, "Strutturazione pulsante" del 1959 è emblematica di questo aspetto: la struttura non è per Colombo entità conclusa, ma strutturazione, cioè entità in divenire dinamico, non conoscibile che per approssimazione. Sarà inoltre esposto un articolato gruppo di lavori appartenenti al ciclo dello "Spazio elastico", elaborato a partire dalla fine degli anni Sessanta, che nelle grandi realizzazioni ambientali come nella sua declinazione oggettuale propone ipotesi di configurazioni spaziali modificabili e in continuo mutamento. Un altro lavoro in mostra, "0?220 volt", realizzato alla metà degli anni Settanta, indaga la relazione con la tecnologia attraverso l'effetto straniante e al contempo evocativo generato da sequenze temporalmente determinate di intervalli luminosi; concepito per essere collocato ad angolo, esso testimonia anche di una vocazione architettonica che proprio per la sua intenzionalità estetico-didattica tende costantemente al paradosso, alla negazione delle categorie costruttive. Sino agli ultimi lavori "Opus incertum" e "Spazio curvo", del 1992, nei quali l'investigazione spaziale attraverso una dinamica reale e tecnologicamente deformata produce effetti di sospensione e alterazione continue, che intendono sottolinare come, nel percorrere un qualsiasi luogo, non possiamo fare a meno di pensare con il nostro corpo.

Le opere presentate riflettono quella che è stata la matrice dominante di tutta la storia di artista di Colombo: la convinzione illuministica e positiva di una tensione noetica dell'arte, per la quale lo spettatore/visitatore diviene elemento attivo, possibilità di apertura di nuove categorie, di nuovi paradigmi conoscitivi: in questo senso, un progetto etico, teso alla rifondazione della coscienza a partire dall'esperienza.

Gianni Colombo (1937-1993) inizia ad esporre opere di pittura, scultura e ceramica nel 1955. Tra il 1958 e il 1959 realizza i suoi primi rilievi monocromi in ovatta, che vengono esposti alla Galleria Azimut di Milano, fondata da Piero Manzoni e Enrico Castellani, all'organizzazione e attività della quale Colombo partecipa insieme con Giovanni Anceschi, Davide Boriani e Gabriele De Vecchi. Con loro, nel 1959 costituisce il "Gruppo T", cui si aggiunge l'anno seguente Grazia Varisco. Nel 1963 Colombo partecipa all'organizzazione del movimento internazionale "Nuove Tendenze" e nel 1968 vince il Primo Premio alla XXXIV Biennale di Venezia con l'opera "Spazio elastico". Nel 1970 realizza, in collaborazione con Vincenzo Agnetti, il video "Vobulazione e bieloquenza NEG", e con De Vecchi alcuni "Ingombri estetici" per l'esposizione "Amore mio" a Montepulciano. Nel 1978 partecipa, insieme a Filiberto Menna, ad un incontro-conferenza alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma ed è incaricato dalla Città di Como della progettazione del Monumento alla Resistenza Europea, che sarà inaugurato nel 1983. Nel 1980 diviene Docente di Strutturazione dello spazio alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, della quale, dal 1985, assumerà anche la direzione. Nel 1981 vince il concorso "Kunst am Bau" di Berlino, dove l'anno seguente tiene un ciclo di lezioni alla Facoltà di Architettura. Nel 1983 presenta a Suzzara, presso la Galleria Civica d'Arte Contemporanea, un'importante mostra personale. Il 1984 vede Colombo invitato a realizzare una mostra per il Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano e alla Biennale di Venezia con una sala personale. Nel 1986 crea le scenografie per "Stephen Climax" di Hans Zender all'Operntheater di Francoforte, mentre del 1988 sono le tre "Architetture cacogoniometriche" realizzate all'aperto a Morterone, a Carpi e al Furka Pass. Nel 1992 presenta le opere "Spazio curvo" alla Staatliche Kunsthalle di Baden-Baden e "Spazio diagoniometrico" alla Galerie Hoffmann di Friedberg. Nel 1994 lo Studio Marconi di Milano gli dedica una mostra personale, lo stesso anno la Städtische Galerie a Würzburg espone lo "Spazio diagoniometrico für Hans Poelzig".

Nel 1995 lo Skulpturenmuseum Glaskasten a Marl gli rende omaggio con una mostra e presso la Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo ha luogo l'antologica "I Colombo. Joe Colombo 1930-1971. Gianni Colombo 1937-1993".
Nel 1999 la Fondazione Stelline di Milano realizza la mostra personale "Gianni Colombo: Spazi" e lo Sogetsu Art Museum di Tokyo la mostra "Gianni Colombo. L'artista e il suo mondo".
Nel 2004 la Galleria del Premio Suzzara gli dedica l'esposizione "Gianni Colombo. Lo spazio come campo attivo" e nel 2006 ha luogo la mostra personale "Gianni Colombo" presso la Rotonda di Via Besana a Milano.

Nel 2007 la galleria A arte Studio Invernizzi a Milano gli dedica una mostra che vede esposte opere dal 1959 al 1992.

Nell'ultimo decennio Gianni Colombo figura tra gli artisti partecipanti di numerose esposizioni collettive, tra le quali "Luce, movimento e programmazione. Kinetische Kunst aus Italien 1958-1968" presso l'Ulmer Museum di Ulm e itinerante presso la Städtische Kunsthalle di Mannheim, lo Städtisches Museum a Gelsenkirchen, la Stadtgalerie a Kiel, lo Staatliches Museum a Schwerin e l'Alpen Adria Galerie a Klagenfurt. Nel 2005 è tra gli artisti esposti in occasione della mostra "L'œil moteur. Art optique et cinetique 1950-1975" presso il Musée d'Art moderne et contemporain di Strasburgo e nello stesso anno partecipa anche alla mostra "Gli ambienti del gruppo T" alla Galleria Nazionale d'arte Moderna e contemporanea di Roma. Nel 2006 figura tra gli artisti partecipanti a numerose mostre storiche svoltesi a Düsseldorf, San Pietroburgo, Shanghai, Ingolstadt, Karlsruhe, Zurigo e Siviglia. Nello stesso anno è parte della mostra "Il Modo Italiano. Italian Design and Avant-garde in the 20th Century", presso il Royal Ontario Museum di Toronto, il Museum of Fine Arts di Montreal e il MART di Trento e Rovereto.

Gianni Colombo è tra gli artisti partecipanti alla mostra "Time & Place: Milano/Torino, 1958-1968", con la quale il il Moderna Museet di Stoccolma celebra il suo cinquantenario nel 2008.

Image:
Gianni Colombo

Veduta parziale dell'esposizione 2007
A arte Studio Invernizzi Milano
 
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