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A arte Invernizzi

A arte Invernizzi

Galleria Private
 
ART 41 BASEL 2010
 
  GÜNTER UMBERG

DIALOGA CON

RODOLFO ARICÒ
GIANNI COLOMBO
DADAMAINO
MARIO NIGRO

16-20 giugno 2010
Padiglione 2.0 Stand B11

Preview
martedì 15 giugno 2010 ore 11
Vernissage
martedì 15 giugno 2010 ore 18-21
Apertura al pubblico
16-20 giugno 2010 ore 11-19

La galleria A arte Studio Invernizzi presenta ad Art 41 Basel una mostra ideata da Günter Umberg.
In questa occasione l'artista tedesco pone in relazione dialogica i propri lavori con quelli di alcuni protagonisti dell'arte italiana contemporanea conosciuti durante i suoi viaggi in Italia a partire dagli anni Settanta: Rodolfo Aricò, Gianni Colombo, Dadamaino, Mario Nigro.

La mostra è concepita come uno spazio da percorrere all'interno del quale le opere di Gianni Colombo - "Strutturazione acentrica", 1962 e "Architettura cacogoniometrica. Progetto per Morterone", 1988 - sono posizionate su un basamento al centro dello stand, come momento di interruzione e di continuità tra le opere esposte.
L'opera di Rodolfo Aricò "Senza titolo", 1967, presentata in questa occasione, è riconducibile all'insieme di quei lavori da lui realizzati negli anni Sessanta in cui la forma architettonica della struttura diviene corpo unico con la pittura, mentre "Senza titolo", 2002 propone gli stilemi tipici propri delle opere degli anni Novanta e Duemila in cui la linea e la superficie stabiliscono un legame di 'geometria suggestiva' con le stratificazioni di colore.
Dadamaino invece trasforma la tensione energetica delle opere degli anni Cinquanta - "Volume", 1958 - in segni di energia 'concreta' nei lavori degli anni Novanta e Duemila - "Sein und zeit", 2000.
Infine Mario Nigro, abbandonata l'idea di una pittura bidimensionale - "Senza titolo", 1955 e "Senza titolo", 1956 - sviluppa una superficie che invade lo spazio - "Dallo spazio totale: progressioni ritmiche simultanee opposte", 1966 - trasponendo le griglie ottiche proprie delle opere su tela in due reticoli prospettici opposti in legno dipinto in rosso.
L'opera di Günter Umberg entra in rapporto con l'ambiente che la circonda in virtù del valore fisico della pittura stessa che la costituisce. Il quadro acquisisce profondità, quasi fosse in espansione, e, alterando la dimensione piana della parete, invade lo spazio.
 
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