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Berlino: "grossi" eventi sinonimo di qualità?

Pare che Berlino ce l'abbia proprio messa tutta per rendersi la tappa obbligatoria di questa stagione per coloro che nutrono vivo interesse per l'arte moderna e contemporanea. La capitale tedesca, infatti, offre un ricco calendario di eventi artistici di grande (se non gradissima) portata. Ma questa "grande o grandissima portata" è sempre sinonimo di qualità? Non certo nel caso della mostra "Berlin North" e della terza edizione della Biennale di Berlino.



Eija-Liisa Ahtila - The House - 2002
Videostill, 14 Min.
Installazione DVD per 3 proiezioni con suono
Foto: Marja-Leena Hukkanen
© Crystal Eye Ltd, Helsinki
Per gentile concessione: Klemens Gasser & Tanja Grunert Inc., New York
in ´Berlin North`, alla Hamburger Bahnhof, Berlino

Inaugurata il 31 di gennaio, "Berlin North" sarà indubbiamente un successo commerciale sebbene il pubblico ne uscirà piuttosto deluso. A differenza di molti altri eventi ospitati dall'Hamburger Bahnhof, questa mostra appare piuttosto caotica nel suo disperato tentativo di mostrare qualsiasi tipo d'arte prodotto da 26 giovani artisti venuti dal "nord" (Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia e Islanda), tutti con residenza berlinese o con forti legami con la città. L'assenza di certi pezzi grossi (è proprio il caso di definirli tali) come Annika Larsson e Olafur Eliasson si fa notare un po' troppo...
La terza Biennale di Berlino è stata inaugurata il 13 febbraio con tutta la parvenza di un evento internazionale (non mancavano nemmeno scintillanti macchine per i VIP). È stata concepita in cinque aree tematiche, forzatamente ribatezzate "hubs" ("migration", "urban conditions", "sonic scapes", "fashions and scenes" e "other cinemas"), e divise in tre sedi: il Kunst Werke, un centro per l'arte nel cuore di Berlino e della sua scena artistica; il Martin Gropius Bau, un'istituzione nel mondo dell'arte; il cinema Arsenal, a pochi passi dalla sede della Berlinale, il noto festival cinematografico berlinese. Questa biennale ha un solo, brutto difetto: non riesce ad entusiasmare o creare un vivo interesse. La si sente spesso liquidata con l'aggettivo "secca". Infatti sembra esser stata concepita seguendo il motto "Less aesthetics, more ethics" della Biennale di Venezia del 2000 per l'architettura: il peso della sua eccessiva inclinazione educativa e morale non lascia respiro al visitatore.



Umberto Boccioni - Unique Forms of Continuity in Space - 1913
Bronze (cast 1931), 43 7/8 x 34 7/8 x 15 3/4" (111.2 x 88.5 x 40 cm). Acquisita attraverso la Lillie P. Bliss Bequest
in ´Das MoMA in Berlin`, alla Neue Nationalgalerie, Berlino

Il 20 febbraio ha aperto i battenti la mostra "Das MoMA in Berlin", alla Neue Nationalgalerie. In questo caso non si può che ammettere che il grosso evento è sinonimo di considerevole qualità. Certo, che cosa potrebbe mai andare storto quando si hanno a disposizione i migliori capolavori del 20° secolo? Eppure la collaborazione fra lo staff americano e quello tedesco ha prodotto una mostra quasi senza sbavature, incentrata su pittura e scultura moderna, che riassume in decadi (dall'inizio del 20° secolo sino agli anni ottanta) quasi cento anni di movimenti artistici. La mostra è un'orgia visiva per chiunque, dal professionista del mondo dell'arte al visitatore occasionale. Scorre, questa mostra, apparentemente senza tener conto del filo sottile sul quale si muove: l'improbabile equilibrio nell'interesse di visitatori completamente diversi. Un lavoro magnificamente concepito ed eseguito dai curatori; forse, un compito non liberamente scelto. È ovvio, infatti, che sono stati spesi milioni per questa mostra e che questi stessi milioni dovranno rientrare nelle casse del MoMA al fine di coprirne gli ingenti costi assunti. Da lì, l'esigenza di piacere a tutti, indiscriminatamente.
Innegabilmente legata a "Das MoMA in Berlin", la mostra "SEEN AT MOMA, part I" è stata inaugurata alla Kicken Gallery (ancora una volta, nel cuore di Berlino e della sua vita artistica) il 2 di febbraio e rientra nel programma della "American Season 2004", un festival che celebra a Berlino il cinema, il teatro, la letteratura statunitense. Come lo stesso titolo chiaramente suggerisce, la mostra sarà divisa in due parti ed esporrà unicamente i capolavori fotografici collezionati dal MoMA. La stessa galleria ha dichiarato che la mostra deve essere considerata un omaggio ad una istituzione che ha cominciato a collezionare fotografia negli anni '30, quando nessuno riteneva che questa tecnica dovesse essere considerata arte. Il visitatore è guidato attraverso settant'anni di fotografia grazie al lavoro di artisti quali Ansel Adams, Walker Evans, Edward Weston, Tina Modotti, Diane Arbus, Lee Friedlander, Duane Michals, Robert Cappa, Stephen Shore e molti, molti altri.


Darren Almond- If I Had You -
Video still, 2003
alla St. Johannes Kirche, Berlino Mitte

Anche un solo artista, nonostante la sua giovane età ed una solitaria che mostra un unico lavoro, può legittimamente entrare nell'olimpo dei "grossi eventi". Darren Almond, che ha comunque un curriculum già invidiato da moltissimi artisti ancora sconosciuti della sua stessa età, si merita tutta l'attenzione del pubblico berlinese per il suo "If I Had You". La sua installazione DVD è stata portata a Berlino dalla Galerie Max Hetzler ed è esibita in una chiesa, uno spazio alternativo rispetto a quelli della galleria. "If I Had You" sono quattro video proiettati simultaneamente su entrambi i lati di quattro schermi giganti; mostrano un'anziana dallo sguardo dolcemente perso nel vuoto, gli eleganti passi di una coppia che danza in quella che sembra essere una vecchia balera, acqua di un blu intenso che abbevera delle aiuole dai colori vividi, un modello di mulino a vento filmato di notte. È il modo in cui l'artista britannico racconta di sua nonna, della vita di questa anziana signora, dei suoi sentimenti, della mancanza che sente per quel marito mortole vent'anni prima che questo video fosse girato. Era facile risultare patetico. Invece Almond regala al pubblico un sentitissimo e dignitosissimo ritratto di una donna alla quale la vita sfugge lentamente fra le mani. Almond urla al suo pubblico l'importanza di vite come questa, piccole vite comuni. In fondo, le nostre stesse vite.
E poi l'artista italiano Fabrizio Plessi. Anche lui nella capitale tedesca (al Martin Gropius Bau, dal 27 febbraio) con la sua "Flotta di Berlino", un omaggio alla città e un ulteriore viaggio nei sogni, visioni, seranze e paure degli uomini nelle metropoli.

www.hamburgerbahnhof.de
Berlin North: contemporary artists from the Nordic countries in Berlin - fino al 12 aprile, Nationalgalerie im Hamburger Bahnhof

www.berlinbiennale.de
3rd berlin biennial for contemporary art - fino al 18 aprile

www.das-moma-in-berlin.de
Das MoMA in Berlin - fino al 19 settembre

www.kicken-gallery.com
SEEN AT MOMA - Part I, fino al 5 Maggio; Part II, dal 15 maggio al 18 settembre, Galerie Kicken

www.americanseason.de
American Season 2004 - da febbraio a settembre

www.maxhetzler.com
Darren Almond - If I Had You - fino al 14 marzo, St. Johannes Evangelist Kirche

www.gropiusbau.de
Fabrizio Plessi - Retrospektive - fino al 31 maggio, Martin Gropius Bau

Testo e traduzione: M. Cecchinato
E-mail: micaela@artfacts.net
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