Language and login selector start
lingua
Deutsch
English
Español
Français
Italiano
Language and login selector end

Una Biennale fantasma a Parigi




Cena per otto
Frederic Dumond (Francia)
©Biennale de Paris

Niente accomuna la Biennale de Paris con le altre Biennali ufficiali, un ‘phantom’ che reclama un ruolo nelle Arti. Giunto ormai alla sua conclusione, il 15 di marzo, si direbbe che pochi si siano resi conto del suo svolgimento.

Le aspettazioni erano inizialmente alte; il fatto che si svolgesse nella capitale francese avrebbe, apparantemente, entusiasmato molti artisti ed instituzioni, purtroppo si e’ rivelato il contrario. L’inesistenza di fondi ha causato il ritiro di molti artisti, annullandone cosi’ la loro partecipazione e il loro entusiasmo iniziale.

Investigando le cause di tale pubblicità infruttuosa si riscontra che non esiste niente di ufficiale a riguardo. Il curatore era un artista di nome Alexander Gurita, un personaggio semi-sconosciuto e non scelto ufficialmente dall'industria culturale come accade generalmente in eventi d’ arte di tale calibro.



Biomod
Aurelio Vincente(Spagna)
©Biennale de Paris

Comprensivo e’ lo scopo dell'evento che mirava a generare momenti di riflessione e di consapevolezza su nuove forme d’arte contemporanea, con l’intenzione obiettiva di emanciparla dall’ ‘Avant Garde’, dalla sopraffazione delle leggi convenzionali dell’estetica e del mercato dell’ arte.
A secondo della natura dei progetti, la realizzazione dei capolavori han preso forma di una discussione, una proiezione di un video, un punto di incontro, una conversazione a ‘tête-à-tête’, un gioco, un party improvvisato, un picnic, un pranzo di beneficenza, uno scambio di idee.
Tali rappresentazioni coniavano nuovi concetti; cosicche’ il pubblico ha potuto interagire con il programma stesso contribuendo alla realizzazione finale delle ‘œuvres’.
Bisognerebbe mettere sulla bilancia i buoni propositi dell’evento e riflettere se davvero un artista possa manifestare cosi’ apertamente, con un pretenzioso nome come quello di La Biennale de Paris, contro l’industria dell’Arte.

Durante gli ultimi anni il Ministero francese di Cultura ed il Comune di Parigi, responsabile del fondo regionale per sostenere l'arte contemporanea in Francia, hanno decentralizzato ufficialmente la Biennale da Parigi a Lione, rinominandola Biennale de Lyon.
Come risultato che un personaggio come Alexander Gurita ha colto l’opportunita’ di chiamare il suo evento la Biennale de Paris ottenendone i diritti . Inevitabilmente si sollevarono grossi conflitti tra le istituzioni, come per esempio il Ministero della Cultura, e l’evento stesso.



Questa e’ produzione di pittura
Bernard Brunon (USA)
Yvon Nouzille (Francia)
©Biennale de Paris

Qualcuno puo’ trovare questa storia abbastanza piacevole, una sorta di eroe che oso’ combattere contro l’ ‘Establishment’ parigino, il quale non e’ ben visto dalla maggioranza in Francia.
Comunque, il lavoro di Alexander Gurita, sembra essere stato apprezzato, al dire il vero, principalmente dagli artisti.
Una delle piu’ serie consequenze di questo movimento e’ stato che il Ministro francese della Cultura e molte altre presenze istituzionali rifiutarono qualsiasi contatto e supporto con l’organizzazione dell’Evento fino a quando Alexander Gurita prosegui’ considerando La Biennale de Paris una proprieta’ privata e non un bene comune.

Una volta di piu´, l’inapropriato spazio pubblico, la sua poverta´in significati e organizzazione, hanno causato l’inevitabile effetto di lasciare le porte, di potenziali siti, chiuse.

L’avventura di un individuo puo´ imbarcarsi nelle sfortune di molti e inevitabilmente mettere in serio pericolo la carriera degli artisti. Sebbene i sostenitori di Alexander Gurita fossero coscenti del progetto e dei perche´ del tale, e´ ovvio che il dibattito resta fine e chiuso a se stesso.

www.biennaledeparis.org


Testo: Marzia Belvisi
E-Mail: marzia@artfacts.net
  • ArtFacts.Net- il tuo fornitore di servizi nel mondo dell'arte

    Sin dal 2001, ArtFacts.Net™ ha sviluppato un sofisticato database attraverso la collaborazione con gallerie, musei, fiere d’arte ed associazioni di galleristi nazionali ed internazionali.