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Nuovo spazio per le mostre: Il Museum of Modern Art (MoMA) di New York fa ritorno a casa




53rd Street facade ©TANIGUCHI, Yoshio. Model, April 2000. The Museum of Modern Art


Settantacinque anni fa il fondatore del MoMA, Alfred H. Barr JR., decise di creare uno spazio espositivo per l'arte moderna al dodicesimo piano del centro commerciale Hecks, sulla famosa Fifth Avenue di Manhattan. Allora a nessuno sarebbe mai passato per la testa di mettere sotto lo stesso tetto commercio ed arte. L'inaugurazione, il 9 novembre 1929 (qualche giorno prima del crollo di Wall Street), mise in bella vista opere di Cézanne, Gaugin, Seurat e Van Gogh.
Oggi esistono musei come il Guggenheim di New York di Frank Lloyd Wright, il Museo Ebraico di Berlino di Libeskind, il Guggenheim di Bilbao di Frank Gehry, o il Centre Georges Pompidou di Renzo Piano a Parigi, tutti spazi espositivi percepiti dai turisti come veri e propri monumenti o, per meglio dire, come autentiche icone dell'architettura contemporanea capaci di fungere anche da spazio commerciale grazie ai negozi e ristoranti che si trovano al loro interno o agli eventi pubblici non sempre strettamente legati all'arte che vi si tengono.
Quasi tre anni di ristrutturazione sono passati da quando il MoMA ha lasciato la sua casa di Manhattan per trasferirsi temporaneamente al Queens e spedire tutto il materiale in eccesso in un tour mondiale. L'ultima, riuscitissima tappa è stata Berlino. Un'accoglienza straordinaria che ha anche significato lunghe ore di coda. Presto, però, il MoMA farà ritorno alla città che lo ha visto crescere: New York. Il museo, infatti, riaprirà i battenti nel novembre di quest'anno.
A differenza dei musei-monumenti di cui sopra, l'architetto giapponese Yoshio Taniguchi è riuscito a mantenere l'idea originale di museo esclusivamente inteso come spazio espositivo. Sebbene il giapponese abbia dovuto vedersela con serie restrizioni di spazio (il museo si trova incastrato fra due delle più trafficate arterie del centro di Manhattan), oggi il MoMA raddoppia il suo spazio espositivo, dedica tutto il secondo piano all'arte contemporanea, offre sale più capienti e un giardino di sculture di più grande respiro.
L'edificio di sei piani ha un aspetto severo. Per raggiungere i pezzi forti della collezione all'ultimo piano, ci si vede costretti a percorrere tutto il museo. In questo suo aspetto il MoMA continua a rispettare l'idea di centro commerciale voluta in origine da Barr. Per gli amanti dell'arte moderna e contemporanea il MoMA continuerà, comunque e sempre, ad esercitare un grande fascino. Indipendentemente dalle sue recenti ristrutturazioni.

www.moma.org
www.das-moma-in-berlin.de

Testo: Katerina Valdivia Bruch
Traduzione: Micaela Cecchinato
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