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HACK.IT.ART - Hacktivism nel contesto di Arte e Media in Italia


hack.it.art logo, courtesy of Tatiana Bazzichelli

Dopo l'evento Democracy and Telestreet dello scorso luglio (2004) a Monaco (Germania), ora avrá luogo una nuova edizione di Hactivism nel contesto di Arte e Media in Italia: dal 14 al 27 gennaio 2005, il Kunstraum Kreuzberg/Bethanien di Berlino (Germania) ospiterá la mostra/evento Hack.it.art. I cosiddetti Hacktivists, stanchi di essere etichettati come pericolosi 'crackers' che si intromettono distruttivamente nei sistemi informatici, si sono prefissati l`obiettivo di presentare, a chi ancora non la conoscesse, la vera natura dell'Hactivism; ossia una sinergia tra hacking, attivismo, tecnologia, azione politica e produzione artistica.
Secondo la filosofia di Joseph Beuys (membro del gruppo neo-dadaista Fluxus nei prmi anni 1960) l'arte é l'elemento base che governa la nostra esistenza e le nostre azioni. La politica, essendo un`attivitá capace di generare e liberare espressioni di creativitá, è intesa anch`essa come arte. Beuys riteneva che il processo artistico fosse molto piú importante del risultato finale dell`opera d'arte, e sosteneva che a questo processo contribuissero tanto l'attivismo politico, quanto l'insegnamento, lo scambio di idee e il confronto. Egli credeva inoltre che ogni individuo potesse diventare artista, nella misura in cui la condizione per esserlo e´proprio quella di saper osservare ed esplorare il contesto politico e sociale della realtá entro cui si vive.
Lo scopo principale di Hack it.art e´quello di condividere conoscenze e opinioni sviluppatesi nel contesto tecnologico, politico e artistico della Germania e dell`Italia; non solo al fine di offrire una visione delle attivitá formatesi in Italia a partire dagli anni 80, ma anche per creare una rete eterogenea di artisti, comunitá e attivita´ nei due Paesi che hanno come obbiettivo comune quello di lottare per la libertá dell`informazione mediatica e per la libertá di accesso a tale fonte di informazione. Contro un sistema informativo ingiusto e oppressivo, e contro l'esplotazione di tecnologie ad alto costo, gli Hacktivists propongono l`uso indipendente e democratico dei media, in quanto privo di gerarchie, dei mezzi di comunicazione (video, computer, radio e testi scritti).


Il motto è: "Prendi il tuo kit radio e dí la tua sul Superfactory channel"; in altre parole, a ciascuno è data la possibilitá di crearsi la propria stazione (frequenza MHz) e di trasmettere un radio-show personalizzato su Superfactory channel: questo progetto sará lanciato dal gruppo Pi-radio e Displaced Dilemma il giorno dell`inaugurazione della mostra. La sera stessa verrá proiettato un video del gruppo Phag off , e si ascolterá la musica di Dj music queer: un progetto che si occupa di tematiche riguardanti le diversitá sessuali. L`evento vuole porre l`attenzione su differenti tematiche care agli Hacktivists, tematiche legate a sessualitá, frequenze, codici e altre realtá ivi connesse. Nello spazio dedicato all'hack-reality, esibisce Giacomo Verde con l'installazione Inconsapevoli Macchine Poetiche: l'artista ha creato Utopie.net, uno spazio cioé dedicato ad eventi e ad esperienze comuni a chi crede nelle Utopie. In Hack Gender il tema della sessualitá è rappresentato dall`ultimo sex shop disegnato dalle donne per le donne: Action pink e Sexyshock, presentato dal collettivo Betty. L`installazione non ha l`intento di essere un'esperienza erotica, bensí piuttosto uno spazio virtuale in cui le donne possono discutere di temi riguardanti i problemi della sessualitá femminile, quali per esempio discriminazione e ingiustizie sul lavoro, sicurezza personale e prostituzione.Telestreet.net, un network di televisioni di quartiere, mostrerá gigs di diverse produzioni televisive italiane: una panoramica del fenomeno che vede emergere in Italia una TV alternativa; la quale, trasmettendo TV reale, si oppone all`informazione lobotomizzante offerta dai mezzi ufficiali di comunicazione. Un workshop mostrerá al pubblico come si costruisce una street TV. Nello stesso edificio avranno luogo altri due gruppi di esibizioni che esplorano il campo delle strategie legate al rapporto ARTE- POLITICA: 'Disobbedienza' (una stazione video sul disordine civile) e 'Kurd on the Map' (una mappa sull'identitá culturale curda in Europa).


L`8 febbraio avrá invece luogo un incontro in cui si discuterá della situazione attuale e del futuro degli Hacktivists. Tra gli ospiti sará presente anche Tommaso Tozzi, sostenitore della teoria per cui, chiunque partecipi in qualche modo al processo di 'open art' (creazione, manipolazione e diffusione di informazioni digitali) diventerá egli stesso parte di una contaminazione creativa della rete, originando un'evento artistico semplicemente attraverso una spontanea azione individuale.


Testo: Marzia Belvisi

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