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parachute n°117 : design


mvrdv, MetaCity/Datatown, 1999 (c) mvrdv

Parachute 117 è la prima parte di un numero doppio dedicato al design. Il design è entrato a far parte della vita di tutti i giorni nel corso del XX secolo. Cosa avrà in serbo il XXI secolo? Il design sarà parte sempre più integrante delle aree artistiche, come sembrano suggerirci le tendenze odierne? ...............................................




Andrea Blum, Sleep/Drink 2004 (c) Fabienne LeClerc, Paris

Nel saggio iniziale di questo numero, Alexandra Midal esamina il recente avvicinamento fra design e arte, in particolare il modo in cui artisti e designer usano il design per scandagliare le relazioni fra economia, consumo e moralità. Joep Van Lieshout, Droog Design, Philippe Parremo, Martí Guixé, kol/mac Studio e altri si servono delle strategie del design non soltanto per sfidare l`uniformità del capitalismo e della produzione di massa, ma anche per articolare un paradigma per la promozione di azioni individuali e identità personali. Alex Coles punta con acutezza alla relazione fra arte, design e sfera personale esaminando in dettaglio l`arredamento. Mentre le similitudini fra arredamento e scultura all`interno dell`opera di Donald Judd, per esempio, creavano una sorta di inquietudine nell`artista, le opere d`arte create da Richard Artschwager, John Chamberlain, Franz West e Gabriel Orozco accettano di buon grado la loro duplice natura. Nei lavori di questi ultimi, la feticizzazione del design e l`autonomia della pratica modernista è intelligentemente problematizzata, soprattutto quando gli spettatori sono invitati a interagire in maniera fisica con gli oggetti, fino quasi a distruggerli. Nonostante abbia pianificato le attitudini spesso antinomiche fra design e arte, l`artista rivela la fluidità delle relazioni che prevalgono fra le due sfere, a causa della loro vicinanza. Évence Verdier scava ancora più a fondo nel legame fra arte e design nell`opera di Andrea Blum. Deliberatamente scioccanti e a volte perverse, le serie dell`artista raffiguranti fontane, letti, librerie e altri oggetti animati sono costruite con materiali improbabili, racchiuse in singole unità e rese portatili per una vita nomade. L`autore contestualizza il lavoro di Blum all`interno del gruppo di artisti e designer emergenti (per esempio, Andrea Zittel, Jorge Pardo e Jean-Claude Ruggeriello) i cui lavori sono atti di resistenza all`ideologia della standardizzazione. Il "design senza design" di Blum può essere visto come un testo di commento all`arredamento e agli oggetti della vita di tutti i giorni, sia pubblica che privata. Domino, d`altro canto, si rifà al lavoro di Iain Baxter, il cui significato si basa sulle relazioni fra utente e osservatore. Il suo impiego di plastica e processi industriali per creare "dipinti", sculture, installazioni e opere gonfiabili ha dato vita, secondo l`autore, a opere "senza qualità", indagando a fondo lo status dell`oggetto d`arte e la sua ricerca di immanenza. Per Iain Baxter il luogo comune diviene ambito di esperienza.



aaa Corp, Transmission, 1999; courtesy of the artist

Il design visto come un laboratorio sperimentale è anche una delle tematiche dell`anti designer barcellonese Martí Guixé, creatore di un`opera visiva che illustra in maniera inequivocabile il suo stile particolare. L`opera di Guixé tocca il mondo dell`informazione attraverso un ampio ventaglio di proposte, che aprono campi di esperienza per l`utente. Jennifer Lacy e la set designer Nadia Lauro, come afferma Alexandra Baudelot, lavorano assieme a opere di performance, che si basano interamente sulla relazione fisica/materiale e sulla compenetrazione dei due elementi. Le due artiste usano e espongono artefatti e ambientazioni presi da film horror e pornografici per indicare in modo viscerale ciò che viene sublimato nella vita di tutti i giorni. Jean-Luis Violeau ci introduce nel mondo di mvrdv, una collettiva di architetti la cui opera è strettamente legata al mondo reale e per cui lo sviluppo sostenibile è la problematica principale. Utilizzando l`informatica per raccogliere e interpretare i dati di un determinato ambiente o di un dato territorio, mvrdv dà il via a una serie di idee inaspettate dalla fantasia sfrenata in campo architettonico e urbanistico. Infine, Stephen Wright osserva le collettive il cui lavoro interroga lo stato dell`arte in relazione a situazioni politiche ed economiche problematiche. Per l`autore, la logica della riconciliazione dell`arte con il valore d`uso è la base concettuale per l`avvio di una nuova opera a livello di performance, intervento e attivismo urbani. I progetti di The Yes Man, bureau d`études, aaa Corp. e del Grupo de Arte Callejero esistono al di fuori delle location artistiche tradizionali e sono pressoché invisibili all`interno del mondo dell`arte, anche se si servono di tutte le pratiche artistiche per ottenere effetti nella sfera pubblica. Il design in questo caso diventa uno strumento per interrogare e addirittura modificare la realtà.

Chantal Pontbriand

Traduzione : Caterina Magro





PARACHUTE CONTEMPORARY ART MAGAZINE è nata nel 1975. Negli anni `70, i critici d`arte non parlavano dell`estetica contemporanea ed emergente, perciò divenne necessario informare il pubblico sull`"arte così com`era", e sviluppare strumenti critici per comprendere questo mondo. Il primo editoriale di PARACHUTE affermava che l`obiettivo era di "dare la possibilità ad artisti, critici e amministratori del mondo dell`arte di esprimersi liberamente nelle nostre pagine, per individuare le tematiche correlate all`arte odierna". Inoltre, era necessario che l`arte del Québec e del Canada avesse la possibilità di sfuggire al regionalismo limitante cui era stata confinata, per assumere una visione più ampia che l`avrebbe aiutata a integrarsi nella scena internazionale. Dedicata alla promozione di nuovi approcci estetici canadesi e internazionali, PARACHUTE è diventata una delle riviste di avanguardia più autorevoli del mondo, raggiungendo così uno dei suoi obiettivi principali: proporre a un pubblico internazionale l`arte del Canada e del Québec. Dal momento della sua ideazione, PARACHUTE ha cercato di sviluppare nuove metodologie critiche e allargare i suoi orizzonti geografici e culturali. Dal primo numero inoltre viene pubblicata in inglese e francese per raggiungere un pubblico più vasto e per sviluppare un approccio ibrido alimentato da due spinte culturali molto forti.

www.parachute.ca

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