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KIAF – Una fiera con un futuro (Relazione di Cai Wagner)


La quinta edizione della Korean International Art Fair (KIAF), conclusasi martedì a Seul, è terminata con delle buone notizie. Una di queste è l’ampliamento della fiera, in programma per l’anno prossimo, in due hall dell’ultra moderno WAcomplesso espositivo COEX. Ben 160 gallerie hanno preso parte a questa edizione. La Germania, ancora una volta il paese straniero con la più ampia rappresentanza, è stata seguita dal Giappone, con le sue 12 gallerie, e da un gran numero di espositori francesi, punto focale di questa edizione. In base alla situazione del mercato e ai progetti degli organizzatori, la presenza delle gallerie straniere dovrebbe continuare ad aumentare. E sicuramente sarà così visto che Seul attira sempre maggiormente l’interesse dei galleristi e si pone come un’alternativa alle fiere in Cina.

Strassenbild, Seoul
Seoul

In particolar modo per gli espositori tedeschi, il viaggio in Corea risulta essere un’esperienza eccezionalmente positiva. La Germania e i tedeschi godono di un enorme rispetto, non di rado capita di incontrare coreani che parlino correttamente tedesco o di imbattersi in un “Bräuhaus”, a Seul le birrerie all’aperto sono chiamate semplicemente “Hof”. Per la prima volta la fiera, sostenuta dall’associazione dei galleristi coreani, ha potuto realizzare una progetto di collaborazione a lungo termine con l’associazione delle gallerie di Berlino (LVBG). Uno stand informativo della LVBG, all’ingresso della fiera, e la partecipazione di tre gallerie della capitale tedesca, la DAM, HERRMANN & WAGNER e Galerie Michael Schultz, sono stati l’anticipazione di questa cooperazione, che prevede per l’anno prossimo uno show collettivo, che coinvolgerà oltre dieci stand, e una “Berlin Lounge”. Un’altra buona notizia è che, dopo accese trattative, il Senato di Berlino ha deciso di sostenere a livello economico simili eventi. La LVBG, in futuro, si occuperà della realizzazione del progetto, a livello organizzativo. I colleghi dell’associazione di Seul avranno così modo di confrontarsi con i loro partner tedeschi.

Sven Herrmann, Herrmann & Wagner
Sven Herrmann, Herrmann & Wagner

Nella settimana di fiera non c’e’ stato spazio per la noia. Il numero dei visitatori è stato buono dal primo all’ultimo giorno. La curiosità del pubblico è grande e percepibile, anche se a volte celata dietro una ritrosia tutta asiatica. I galleristi dovrebbero avere a loro disposizione degli interpreti, dato che la barriera linguistica ostacola pesantemente le trattative e gli scambi. Mediazione sembra essere la parola magica. L’offerta propostaci della KIAF non è ancora completamente definita e possiede tutte le caratteristiche tradizionali di una fiera ai suoi inizi, che deve fare i conti con un contesto difficile, simile forse all’Art Moscow. Ci sono opere molto costose e molto colorate; i “classici” artisti di successo si vendono bene, ma certamente anche quelli locali. Per quanto riguarda il settore dei giovani artisti internazionali mancano ancora i presupposti necessari, a livello contenutivo. Questo è confermato anche dall’assenza di importanti riviste d’arte. Su questo aspetto la KIAF deve ancora lavorare, ma i segnali sono positivi.

La prossima fiera si aprirà agli inizi di maggio 2007. I visitatori della KIAF dovranno concedersi il tempo per visitare la scena delle gallerie d’arte a Seul, ma anche per una gita nelle montagne vicine, che circondano l’enorme città ultra moderna. Sia per la fiera che per la città vale il motto: l’orientamento è tutto. Spesso ci si riesce a capire solo grazie a mappe o schizzi. Potrebbe esserci di meglio per le gallerie?

Traduzione: Livia Russo

www.kiaf.org

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