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Berlin: Intervista a Sabrina Van der Ley (Art Forum)


AfN: Signora Van der Ley, com'è arrivata all'arte?

Van der Ley: Ho visitato la cattedrale di Monreale in Sicilia giusto dopo la scuola e ho deciso di studiare storia dell'arte come materia principale. Inizialmente è stata l'arte antica per cui ho iniziato a lavorare nelle gallerie dopo i miei studi. Ho fatto un tirocinio a Londra e poi a New York, etc. cosi sono arrivata all'arte contemporanea e ho scritto la mia tesi sull'arte attuale.

AfN: E poi l'Art Forum è arrivato nella sua vita?

Van der Ley: Ci sono state molte cose prima! Sono arrivata a Berlino nel 1997 per lavorare dagli Hoffmanns. Sono stata curatrice della fondazione e fuori da questo lavoro i fondatori di Art Forum mi chiesero se mi fosse piaciuto occuparmi del progetto. È stata una grande sfida per la quale mi sono divertita ad impegnarmi.

AfN: Ora è l'undicesima edizione di Art Forum. L'economia degli affari spiega che la fase di stabilizzazione di un'impresa dura dieci anni. Gli affari che sopravvivono a questo periodo sono stabili. È d'accordo?

Van der Ley: [ride] beh, sono stata fortunata. Sembra che negli ultimi due anni si sia stabilito un trend crescente. È un trend che riguarda il numero di visitatori, le vendite e le gallerie specialmente, soprattutto negli ultimi tre anni. Cosi posso confermare l'affermazione.

AfN: Ci sono 50 fiere d'arte internazionali note con una tendenza ad aumentare. Dove si colloca Art Forum nella competizione?

Van der Ley: Una cosa è utile al suo entourage locale non si può paragonare. Allo stesso tempo Berlino è la capitale dell'arte contemporanea e può essere l'orientamento per la fiera. Sarebbe assolutamente stupido organizzare una grande fiera enciclopedica come a Colonia, dal classico-moderno al presente, perché non è quello che accade nella città. Non bisogna escludere una certa parte storica come Kicken, Becker o Kaufman. Ma il punto è stabilito sulla nuova produzione non importa se gli artisti sono 23 o 73.

AfN: Con questo voi siete unici? La fiera…

Van der Ley: No, noi non siamo soli. Non si è mai gli unici. Ma se lei guarda al panorama tedesco è evidente che non c'è bisogno di una seconda fiera enciclopedica.

AfN: Si

Van der Ley: Naturalmente l'Art Forum è fondata come una classificazione come l'Art Cologne ma ha un differente focus. Una peculiarità dell'Art Forum è la concentrazione delle ultime produzioni e meno dei soliti sospetti. Ci sono altre fiere d'arte contemporanea ma presentano il solito bluechip-ware. È tipico di Berlino che si scopra e si riscoprano cose durante tutto l'anno.

AfN: Così, Berlino è più caratterizzata come location per la produzione. Molti proprietari di gallerie riportano che sarebbe Art Forum la più forte nelle vendite. È d'accordo o questa è un'affermazione affrettata del primo giorno della fiera?

Van der Ley: Innanzitutto bisogna aspettare l'ultimo giorno della fiera per una somma dei conti ma questo è uno di quei week end in cui l'umore è buono e le gallerie possono vendere i loro beni e presentare cose nuove nei loro stand. Siamo all'inizio della stagione fiere e quando c'è un buon inizio normalmente ci sono buone vendite anche dopo la fiera. Le persone possono scegliere in una soluzione tranquilla e adeguata le tre mostre senza fare fila.

AfN: Alla fine del KunstSalonons ci fu un palco di discussione sul panorama fiere a Berlino. Ci sono quattro fiere allo stesso tempo ora. Ha mantenuto la sua posizione calma e rilassata?

Van der Ley: [ride] Dissi che non avrebbero fatto una quarta fiera perché sarebbe stato stupido e saremmo potuti tornare alle nostre gallerie. Non era vero. Attualmente sembra che lavorino bene e che abbiano raggiunto tutte e quattro le fiere il proprio standard. Non so sulla Liste ma ho sentito parlare molto bene della Preview. Il KunstSalon è molto sperimentale e evidentemente con un target no-profit. Così ovviamente lascia un posto al mercato. Le persone sono curiose e Berlino come capitale dell'arte contemporanea offre molti spazi.

AfN: Questo si accorda con la tendenza generale, che ci sono molte fiere - come a Miami - e le mostre spuntano ovunque.

Van der Ley: Ma otto, questo è alto…

AfN: L'Art Basel ha anche una Liste e una Volta. L'Art Basel apre la Liste e un terzo delle gallerie partecipanti alla Liste partecipano alla fiera principale qualche anno dopo…

Van der Ley: Si suppone che la Liste sia anche finanziata dall'Art Basel.

AfN: C'è qualcosa di analogo qui a Berlino? Per esempio la Berliner Liste nel nostro ranking interno è alla diciannovesima posizione, più in alto rispetto alla Preview che non si presenta bene ma la cui qualità è un livello superiore… Lei si occupa di chi espone e lo prende in considerazione?

Van der Ley: Questo è già accaduto. Per esempio lo scorso anno il fondatori della Preview Kuttner & Sieber a Jette Rudolph hanno preso parte alla fiera. Jette ora è qui. C'è un grande movimento nella scena berlinese delle gallerie e questo è sempre osservato criticamente. È difficile entrare in una fiera e probabilmente da noi è la cosa più difficile.

AfN: È forse la ragione per cui Art Forum era un po' criticata fino alla nona edizione e ha avuto il suo grande sviluppo alla decima? Ora è davvero una fiera potente e se noi parlassimo con i proprietari delle gallerie che hanno partecipato per la quarta o settima volta quest'anno, dichiarano: " È sempre stata una buona fiera e noi qui abbiamo sempre venduto bene." È la ragione per cui i berlinesi replicano così?

Van der Ley: no è a causa di…

AfN: … dell'enorme competizione.

Van der Ley: Non è la ragione per cui vengono rifiutati perché principalmente le gallerie con buone vendite hanno criticato la nostra fiera. Hanno avuto l'impressione che la città e le istituzioni non abbiamo avuto attenzione nei loro confronti e sono rimasti insoddisfatti da questo. È ingiustificato considerarci insieme a queste istituzioni perché anche le gallerie rifiutate - ogni anno qualche grande giocatore non partecipa - fanno grandi affari durante la fiera. Noi attraiamo persone e loro vengono qui per spendere i loro soldi.

AfN: Anche questo sta cambiando. Alcune gallerie di Cologne si sono spostate a Berlino. L'art Cologne si è spostata, per quanto riguarda le sue date, per la Frieze. Non voglio parlare di altre fiere ma lei pensa sia positivo per la Art Cologne?

Van der Ley : Be, il calendario delle fiere è stretto, l'autunno sta diventando più stretto con due grandi aggiunte. Noi siamo stati sempre avvantaggiati perché siamo la prima fiera. Sono tutti freschi, e disponibili a spendere soldi… [ride]. E noi esistiamo già da dieci anni e ci sono molte persone curiose a cui piace visitarci. La fiera di Cologne celebra il suo quarto giubileo. È difficile reinventarsi ogni anno. Colonia è stata una roccaforte dell'arte europea per molti anni. Forse c'è qualcosa come la validità, che è stata propria di Colonia per tre decadi, e ora è avanti.

AfN: Questo è proprio vero. Ero da Christies a Londra due settimane fa e loro hanno parlato di una fiera, la prima ad essersi formata: l'Art Cologne. Non ho detto nulla ma la percezione ci è stata. È la più antica fiera del mondo. Evidentemente il mercato per l'arte contemporanea sta avendo un boom ma la stampa teme un' esplosione della "bolla". Lei pensa che il mercato sia stabile o debole come alla fine degli anni ottanta?

Van der Ley: Direi, molto meno sensibile che negli anni ottanta. Il crash all'inizio degli anni novanta iniziò negli USA oltre a una cattiva situazione economica. È stato un ribasso generale. La crisi del mercato giapponese e la prima guerra in Iraq ebbero un forte influenza. Non è la situazione attuale, contrariamente ci sono aree di ricchezza e ce ne saranno. E sembra che il denaro confluisca specialmente nell'arte attuale.

AfN: Vero. A parte le fiere mercato ci sono mostre curate nelle halls da pochi anni. È un concetto di successo e sarà sviluppato?

Van der Ley: Abbiamo avuto delle mostre tematiche per il primo periodo e nei due anni precedenti c'è stata qualcosa come una mostra di Berlin performance. Noi abbiamo esposto un mix di artisti tedeschi e internazionali che sono venuti a Berlino negli ultimi dieci anni. Questo punto focale non poteva continuare ad infinitum. Così abbiamo deciso di avere speciali mostre tematiche per presentare lavori complessi e installazioni a parte, rispetto agli stand della fiera.

AfN: sculture in grado di volare o istallazioni…

Van der Ley: Lavori maturi. Queste mostre tematiche funzionano molto bene e noi avremo il curatore anche l'anno prossimo. Verrà annunciato il 3 ottobre.

AfN: Che rafforza anche la posizione della fiera. Ora arriviamo alla fine dell'intervista. Giusto una domanda: Lei ha un motto o uno slogan di vita?

Van der Ley: [ride] Prego? Qualcosa come: La vita è una spiaggia? [ognuno ride]

AfN: La vita è una spiaggia! Non male!

Van der Ley: Un motto reale, non credo di averlo.

AfN: Nessuno? Potremmo prendere invece…

Van der Ley: … ridere in ogni caso!

AfN: Ridere in ogni caso! Un'affermazione davvero positiva.

Van der Ley: Prendere il divertimento. Con tutto lo stress in questo lavoro, non si può diventare ricchi in questo senso. Artisti e mercanti lo possono diventare. Ma è uno dei più bei lavori in cui si può essere impegnati.

AfN: Qualcos'altro: Internet guadagna sempre più importanza ma nel mondo dell'arte molti galleristi fanno i loro affari alla vecchia maniera. Ma i più vecchi cederanno il passo ai nuovi. Internet influenza il suo lavoro? E un'altra domanda: Internet rende ogni cosa trasparente. Noi siamo Artfacts ed è il nostro principale lavoro. Lei si confronta con questo sviluppo e i clienti parlano di qualcosa che hanno notato su internet?

Van der Ley: Riguardo le vendite? Le gallerie con un buon sito web hanno showroom privato in Internet dove presentano le opere e naturalmente fanno anche affari. Ti fai un'idea dell'esistenza fisica di un lavoro ma inizialmente ci sono molte vendite di jpegs, private view etc.

AfN: Sorprendente, non ci aveva mai pensato nessuno.

Van der Ley: Si, si può sapere come sembra un Richter, che materiale usa, e altro ancora. Così puoi entrare in Internet e …

AfN: Questo ha a che fare con Art Investment e col fatto che la gente acquista senza personale affezione? È proprio il momento per vendere nei prossimi 10 anni, comprando in anticipo?

Van der Ley: Per comprare in anticipo, sicuramente. Suppongo che qualcuno con un piccolo budget che vuole comprare per passione personale non voglia prendere le sue decisioni solo attraverso mail. Ma qualcuno che intende rivendere compra un nome di cui può fidarsi e che farà profitto dopo qualche tempo.

AfN: Questo processo di selezione considera strumenti come Artfacts?

Van der Ley: È in definitiva uno strumento che può essere considerato come uno strumento per avere più informazioni. Ma non è un esclusivo criterio di scelta.

AfN: Si, sarebbe folle. L'arte è qualcosa di aptico…

Van der Ley: Internet è comunque qualcosa di essenziale, questo è certo.

AfN: Signora Van der Ley, grazie molte per l'intervista.

Van der Ley: Grazie per le domande.

www.art-forum-berlin.de

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