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Berlin: Intervista a Kristian Jarmuschek (Preview Berlin)


Kristian Jarmuschek (Preview), Marek Claassen (Artfacts.Net)

Afn: Signor Jarmuschek, come è arrivato all'arte?

K. Jarmuschek: Innanzitutto la mia attuale situazione come gallerista, è stata preceduta dai miei studi in storia dell'arte a Berlino e ho avuto a che fare non solo con le Arti Figurative, ma anche con l'arte in forma di teatro. Tuttavia l'avvio iniziale, come forse molti storici dell'arte, è stato il primo entusiasmo per i grandi capolavori dell'arte, di cui ho collezionato le cartoline.

Afn: … e la forma professionale è la Galleria?

K. Jarmuschek: La forma professionale invece è la Galleria che risale al marzo 2000.

Afn: Fondamentalmente lei è gallerista. Quale è il suo ruolo alla Preview e questo doppio ruolo la lascia vivere?

K. Jarmuschek: Mi lascia vivere, altrimenti non sarei qui. Devo dire però che ho un grande vantaggio, non conduco la Galleria da solo ma insieme a Stefan Trinks. Ciò significa, che nella fase in cui sono più fortemente occupato dall'organizzazione o con l'organizzazione della Preview compensa la mia assenza stando al mio posto, dato che anche la galleria deve comunque andare avanti e la Preview deve essere organizzata. Dunque posso vivere in questo doppio ruolo. Devo dire, che in diversi modi il lavoro e l'organizzazione della Preview hanno un riflesso molto positivo sull'immagine della galleria. E certamente non solo grazie all'estremamente positiva
accoglienza sulla scena della fiera, ma anche per come la galleria nella città e internazionalmente viene percepita. Precisamente noi siamo una delle quattro gallerie che organizzano la Preview.

Afn: Siete 4 gallerie.

K. Jarmuschek: Sono 4 gallerie, in cui… diciamo artisti. Bisogna vedere la biografia degli persone separatamente dalla nostra ampia rete di lavoro, da cui la Preview si sviluppa.

Afn: Nella prefazione al catalogo di quest'anno appare un grande del sistema arte tedesco…

K. Jarmuschek: Si, Rudolf Zwirner.

Afn: Un fondatore della Art Cologne, un uomo della prima ora. Rudolf Zwirner nella sua introduzione fa riferimento al carattere di ingiustizia immanente nel sistema dell'arte che deve sempre lasciare qualcuno fuori. Fa un arco che va dal "Salon de Refusees" fino alla "Unfair" di Colonia. Come si vede la Preview in questo contesto?

K. Jarmuschek: Innanzitutto devo dire qualcosa. Siamo naturalmente molto orgogliosi che Rudolf Zwirner abbia scritto per noi la prefazione. Come anche la sua percezione della Preview e l'intera discussione nella prefazione indica, lui non solo vede un fenomeno d'ingiustizia nel sistema delle fiere d'arte, ma anche l'esigenza che ci siano più fiere. Ogni fiera prima o poi avrà la sua fiera aggiuntiva.
Lui vede per così dire la produzione e la promozione, d'altra parte è il presupposto del sistema.
Ci ha fatto molto piacere, che un uomo, che con la sua attività come fondatore della Art Cologne ha avuto da fare con la concorrenza. Al giorno d'oggi ha usato quest'espressione: è una situazione necessaria, che una determinata scelta di gallerie naturalmente provochi un sentimento di ingiustizia, ma questa scelta prima o poi deve essere allargata. E se questa selezione viene allargata, prima o poi non c'è più nessuna selezione. Ciò significa, che bisogna sempre dare dei limiti, perchè al di là di questi limiti un nuovo gruppo, una nuova rete si forma. Questo è ciò che effettivamente accade alla Preview. Si è creata una particolare rete. Poi ogni nuova fiera non è una concorrenza, ma un ampliamento dell'offerta.

Afn: È questa la spiegazione?

K. Jarmuschek: Si è questa. E naturalmente anche come offerta di discussione alla locale Art Forum, per procedere insieme nell'autunno dell'arte. Anche per i visitatori di Berlino è importante che ci siano molto fiere. Dovremmo offrire profili e offerte diversificate ma procedere insieme. Questo, da parte nostra, è il nostro desiderio.

Afn: E' la preview un fenomeno crescente? Quante gallerie hanno preso parte lo scorso anno? E quante quest'anno?

K. Jarmuschek: L'anno scorso erano 45, quest'anno sono 52 e siamo al completo, perciò il prossimo anno non è essenziale che il numero aumenti. Dipende dallo spazio a nostra disposizione, ma prima di tutto vogliamo presentare una piccola selezione. Non vogliamo essere in concorrenza con Art Forum e vogliamo risolvere gli stessi problemi di selezione di Art Forum. Noi vogliamo essere una piccola fiera con un determinato settore e un determinato focus sulle gallerie emergenti e sugli artisti emergenti.

Afn: E ancora una volta torniamo alla prefazione di Zwirner. Si trova la Preview in un dilemma simile all'Art Forum o alla Art Cologne? Chi respingere?

K. Jarmuschek: Posso dire qualcosa a proposito di chi rifiutiamo: noi cerchiamo artisti emergenti, gallerie emergenti e che sono upcoming nel mercato dell'arte. Questo devo purtroppo dirlo in questo fastidioso inglese, per essere compreso. Noi vediamo di offrire alle gallerie stand economici. Per essere preciso: noi finanziamo le effettive spese della fiera con l'affitto degli stand. Questo significa non siamo una società per fare soldi. Copriamo i costi esattamente con la grandezza dello stand. Noi tentiamo di tenere il prezzo più basso possibile, e non esponiamo le gallerie ad un limite finanziario o commerciale. È importante avere la libertà per poter scegliere la cosa che più ci interessa - l'emergente. Così, l'arte di progetto, iniziative, artisti e galleristi di nuova formazione che hanno coraggio hanno la possibilità di fare domanda. Chiunque può fare domanda - e potremmo scegliere tra più di 250 richieste. Abbiamo avuto complessivamente 2 mesi di seduta legale per curare e discutere ogni posizione che giustificasse la scelta. "Preview Berlin - the emerging art fair" (la fiera d'arte emergente), significa che abbiamo pensato a questo termine per scegliere le gallerie in accordo con la nostra visione e comprenderne la qualità.

Afn: Lo scorso anno c'è stato verso la fine del Berliner Kunstsalons un palco di discussione, quindi una discussione, sul tema panorama fiere a Berlino. Noi abbiamo 4 fiere d'arte nello stesso momento. Lei era vicino a Sabrina Van der Ley ed eravate molto rilassati. È rimasto questo l'atteggiamento?

K. Jarmuschek: Questo atteggiamento è rimasto. Non si può naturalmente in un' intervista restituire le sensazioni di ogni singola gallerista, ma è un nostro vantaggio che anche i colleghi siano così distesi. Per 2400 euro costo dello stand si riceve normalmente forse un annuncio in una rivista d'arte conosciuta. Questo significa che più o meno chiediamo alle gallerie l'equivalente delle spese di pubblicità. Tuttavia alla Preview passano collezionisti internazionali, che sono richiesti da tutti. È capitato il giorno dell'apertura di Art Forum al nostro Preview Professional. La quantità e la qualità - sia in ambito istituzionale o delle collezioni o anche nell'ambito privato e commerciale - degli interessati è così grande, che ogni gallerista aveva un sorriso sulle labbra ed era molto soddisfatto. Cosa, come detto, risulta dalla situazione della fiera. Questo clima disteso si trasmette anche ai visitatori. Il rilassamento porta a questo, c'è davvero un'atmosfera di discussione, non solo tra galleristi, artisti o appassionati d'arte, ma c'è anche tra colleghi. Non c'è nessuna galleria che non vorrebbe esserci anche l'anno prossimo.

Afn: Art Basel ha una Liste e una Volta. Queste fiere, fungono da bollitore d'arte (come un bollitore d'acqua) per una successiva partecipazione ad Art Basel. Lei vede un simile sviluppo anche a Berlino? Come è il suo atteggiamento riguardo Art Forum?

K. Jarmuschek: Il nostro atteggiamento riguardo Art Forum è chiaro. Senza Art Forum la Preview non ci sarebbe. Sappiamo bene chi è la gallina e chi l'uovo. D'altra parte ci piacerebbe che dalla prospettiva di Art Forum, la partecipazione alla Preview fosse vista come primo passo, come prova, come campo di scoperta. Ciò significa, che la partecipazione alla Preview potrebbe essere un trampolino e non una conseguenza negativa ad una possibile partecipazione ad Art Forum. Ciò che noi desideriamo è avere una discussione aperta con i colleghi. Alcuni colleghi che ora sono alla Preview hanno preso parte ad Art Forum…

Afn: Jette Rudolph per esempio.

K. Jarmuschek: Jette Rudolph per esempio, che adesso è ad Art Forum. C'è ne sono altri, Spielhaus Morrison, Kuttner & Siebert o anche la Galerie Baer di Dresda, lo scorso anno hanno partecipato ad Art Forum e quest'anno hanno preso parte qui. Dunque una situazione di cooperazione con Art Forum. Una più stretta cooperazione con la Preview ha potuto risolvere il grande numero di richieste delle gallerie berlinesi. Il futuro che ci piacerebbe offrire: penso a proposito di questo. Per la scena artistica di Berlino è importante non una o l'altra fiera, ma che cresca l'attrattiva attraverso più offerte diversificate.

Afn: Questo accade con successo ma qualcuno lo teme.

K.Jarmuschek: Oggi nessuno si chiede più se la città può sopportare quattro fiere. Si vede che funziona. L'atmosfera è un po' come a Basilea dove tutta la città si prepara. I diversi eventi sono coordinati l'uno con l'altro e la gente si può incontrare in spazi diversi. È come una gita in famiglia. Una situazione analoga splende qui a Berlino. La gente, si saluta c'è una buona atmosfera. Questo aumenta anche non solo l'attrattiva della città, ma anche il giro d'affari nel mercato dell'arte.

Afn: Si, il prossimo argomento. Il mercato dell'arte contemporanea sta vivendo un boom da anni. Allo stesso tempo aumenta nei media l'ansia che la bolla esploda, così come abbiamo vissuto negli anni Ottanta. Come percepisce il mercato dell'arte contemporanea? È stabile o lei pensa che sia ancora suscettibile?

K. Jarmuschek: Penso che siano riflessioni infondate della situazione del mercato all'inizio del millennio. Penso, che come salgono i prezzi per alcuni sia davvero sorprendente. D'altra parte gli affari nel mercato dell'arte sono orientati ad opzioni future in una dinamica di sviluppo ma è un principio differente dal mercato azionario. È una cosa diversa che qualcuno si prepari a compare un oggetto che può essere un'opera d'arte, un oggetto di lusso o un oggetto commestibile. C'è una prestazione concreta equivalente al prezzo che risulta dalla situazione concorrenziale. Il gioco è più grande di quello azionario e il divertimento dei partecipanti è più brillante. Posso immaginare che ci siano alcune irritazioni sulla somiglianza; ma questa formula : " Questa è una bolla", "Il mercato si rompe" … forse qualche giornalista si diverte a ripeterlo continuamente…

Afn: … come un Mantra…

K. Jarmuschek: …provoca. Forse si può non solo restituire la realtà ma si può anche condizionarla attraverso il lavoro giornalistico. Dunque non sono del tutto scettico, l'interesse nell'arte contemporanea cresce. E aumenta dal pubblico che capisce, che gli artisti che hanno la stessa età, i cui lavori sono parte o reazioni alla realtà, vogliono essere parte di questa realtà. Questa base stabile, non esiste più dal 1945. Attualmente esiste un fenomeno interessante per cui l'arte non è solo un'estensione della realtà, ma una riflessione o una presa di coscienza della vita. È una conquista della nuova generazione, una generazione giovane di artisti - la propria generazione. Ci sono dei motivi, perché Erich Marx ha comprato Cy Twombly. Lui racconta che quando entrò nell'atelier di Cy Twombly disse: qualcuno che mi conosce. Qualcuno che pensa come me.

Afn: Uno specchio dell'anima.

K.Jarmuschek: Uno specchio dell'anima. L'artista è capace di esprimere questo. Più di una larga base a Berlino lo sta facendo, e questa è la ragione per cui non sono preoccupato dal mercato dell'arte. Che un singolo artista realizzi un po' meno soldi per le sue opere, non lo ritengo un pericolo. È un rischio che il nostro mercato dinamico implica.

Afn: Una domanda di chiusura, sign. Jarmuschek. Ha lei un personale motto o slogan di vita?

K. Jarmuschek: Un personale motto di vita? Si - non avere paura per nessuna situazione. Farsi coinvolgere dalle situazioni. Forse questo.

Afn: Sign. Jarmuschek, la ringraziamo per la conversazione.

www.previewberlin.de

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