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Speciale Londra 3: Alexis Hubshman a Scope London


AfN: Intervista con Alexis Hubshman presidente di scope art fair presso Scope Londra 2006.

Alexis Hubshman: Sono senza dubbio onorato di essere seduto qui con te.

AfN: Ciao Alexis, è un onore per noi. Dicci quando sei entrato nel business dell'organizzazione delle fiere d'arte e sei tu il fondatore di SCOPE?

Alexis Hubshman: Sono entrato nel business per caso nel 2002 e sono il fondatore di SCOPE, credo nell'essere generoso e nella condivisione con le persone che sono intorno a te e lavorano con te. Sono l'unico proprietario fin dal primo giorno e sono colui che ha messo i soldi e le energie. Ma ho avuto alcune persone con cui ho lavorato negli ultimi tre anni e ognuna di loro si merita ugual rispetto per gli sforzi. Ma certamente alla fine del giorno il pesce puzza dalla testa e quello sarei io.

AfN: Ma come sei arrivato nel mondo dell'arte?

Alexis Hubshman: Sono un artista. Dieci anni fa mi stavo scontrando con il fatto che molte giovani gallerie e galleristi che conoscevo non avevano realmente possibilità economiche per accedere alle fiere più grandi. E sono diventato un po' come privo di diritto di voto in quella sorta di sistema di chi conosci e quelle reti sociali. E il loro era il modello di cosa l'Armory aveva fatto, una specie di lento sviluppo organico. Ma una volta iniziato è stato come uno scoglio in discesa, sapevamo cosa volevamo fare. E dal primo giorno è stato centrale per gli artisti.

AfN: Scope era una delle prime organizzazioni in co-evento con le principali fiere. Dov'era la prima edizione?

Alexis Hubshman: La prima è stata insieme a May Contemporary Auctions a New York non l'Armory stesso. E ancora una volta è stata una lezione per Miami. Fare una fiera di fianco a Basilea e noi ne abbiamo fatta una chiamata Fast Forward che considero davvero la prima fiera d'arte che io abbia mai fatto anche prima di quella a New York. È stato nel 2001 durante il periodo di dicembre. Ma dopo la seconda e la prima ufficiale Scope a New York durante il May Auctions mi era diventato chiaro che aveva senso approfittare del marketing delle fiere più grandi.

AfN: Scope è - a quanto so - la prima fiera attiva in diverse città successiva a Basilea e all'Armory Show a New York. Stai pensando di espandere geograficamente il tuo campo d'azione?

Alexis Hubshman: Si, siamo abbastanza vicini ad un incredibile accordo per Basilea. È un accordo triennale per un posto a 500 piedi (150 m) dall'ingresso principale di Art Basel. Uno spazio di 30.000 piedi quadrati ( circa 2700 m²).

AfN: Un'altra domanda sulla geografia. Io sono europeo e non so niente a proposito di Hampton. Qual è la storia dietro questo spazio?

Alexis Hubshman: In realtà è ciò che resta del primo business che io abbia mai iniziato. La mia idea era, perché non portare l'arte a tutti i collezionisti che conosco, a tutte le case che conosco, in tutti i posti che conosco, a due ore dalla city dove c'è una concentrazione di soldi e di persone colte.

AfN: Prossima stazione è Miami. C' è una certa esagerazione nel mondo dell'arte su Miami. Ho sentito voci che ci saranno 12 mostre extra durante Basel Miami. Come rispondi a questo sviluppo?

Alexis Hubshman: Guardo alla cosa in due modi diversi. Ho una visione stanca. Sono stato là fin dal primo giorno. Ed è cresciuta lentamente, e quello di cui ti rendi conto è di iniziare la mia fiera e dare alle gallerie la possibilità di accedere ad un'altra. Ho rispetto e ho considerazione di ogni opportunità per ogni artista di potersi far vedere e per le gallerie di esibire i loro lavori. Sono arrivati ad un certo punto di saturazione. E tutto quello che devi fare è guardare la lista delle gallerie e capire che a un certo punto molte di loro in qualche modo non si sono ancora fatte le ossa, non sono ancora indipendenti.

AfN: Stai parlando di professionalità?

Alexis Hubshman: Penso che la professionalità non sia solo il rispetto verso i soldi delle persone perché loro vogliono darteli.

AfN: Ma so che ti sposterai da Miami Beach a Miami City.

Alexis Hubshman: Per questa ragione.

AfN: Ma la gente dovrà viaggiare, non pensi possa essere un problema?

Alexis Hubshman: Sai, ho imparato una cosa qui a Londra. Quando ho aperto la mia galleria credevo una cosa, quando una persona entra in una porta, lo fa perché vuole essere là. E questo per me è una cosa superimportante. Potrebbe causare disagio per i miei espositori o la gente che non vede corridoi stipati. Allo stesso tempo se collezionisti importanti vengono, perchè stanno cercando opere importanti, la cosa non mi riguarda. Per non parlare di trovare alloggio negli hotel … Qui a Londra questa è la fiera con il budget più basso.

AfN: Ciò che mi piace molto è questo ambiente. Mi piace questo tipo di movimento radicale…

Alexis Hubshman: Esattamente.

AfN: … Ho proprio avuto una conversazione con Amanda Sharp della FRIEZE, e parlavamo proprio delle aspettative. Perché questa è la questione, quando vai alle grandi fiere ti aspetti qualcosa e diventa noiosa se le gallerie non fanno qualcosa di straordinario. Principalmente loro non lo fanno perchè mettono un sacco di soldi nella fiera e hanno paura di lasciarseli sfuggire.

Alexis Hubshman: Assolutamente. Si è ciò che fanno in questo modo molte gallerie, sono le grandi gallerie che creano il nostro mercato. Quello che ti piace fare quando sei un collezionista è andare a caccia in giro sotto le rocce, le foglie e gli alberi e quando trovi una cosa, questo ti fa sentire qualcosa di speciale. E ti svegli nel mezzo della notte e stai andando al bagno e vedi questi piccoli pezzi che hai trovato da qualche parte, questo fa sentire qualcosa al tuo cuore. Ed è una cosa che mi entusiasma. Penso che Miami mostrerà le giovani radici di Scope e dove siamo arrivati.

AfN: Se ti chiedessi uno slogan. Quale sarebbe per Scope?

Alexis Hubshman: Come dico io, è convertire gli osservatori in utenti. Impegnando ricchezza e tempo, non avendo scelta ma giusto per rispondere alle tue domande.

AfN: Alexis, grazie per l'intervista.

Alexis Hubshman: Sono onorato.

www.scope-art.com

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