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Intervista con Silvia Evangelisti, direttore di Arte Fiera Art First 2007


Silvia Evangelisti, Morgana Masu

AfN: Buon giorno questa è un’intervista di Artfacts con il direttore di Arte fiera 2007 Silvia Evangelisti. Buon giorno prof.ssa Evangelisti.

S. Evangelisti: Buon giorno.

AfN: Prima domanda. In che modo è arrivata nel mondo dell’arte? E come è arrivata ad Arte fiera?

S. Evangelisti: Nel mondo dell’arte sono arrivata dagli studi, dall’Università, A Bologna nasceva il D.A.M.S., io facevo Lettere ma mi sono appassionata all’arte, ho cominciato con l’arte prima del ‘300, poi del ‘700 e poi ho fatto una tesi sul futurismo e ho cominciato a collaborare come consulente esterna ad Arte fiera e mi sono appassionata di arte contemporanea. Sono stata 18 anni consulente e alla fine sono diventata direttore, ma non ci pensavo, non avrei mai pensato di fare questo, ma è capitato e mi diverto molto.

AfN: Quando ha preso la direzione artistica nel 2003, quali obiettivi si era posta?

b>S. Evangelisti: Di dare all’Italia, che se lo merita, una fiera internazionale, ma una fiera internazionale che parlasse italiano così come la Spagna ha una grande fiera internazionale ARCO che parla spagnolo, la Francia ha una grande fiera internazionale la FIAC che parla francese, volevo questo e stiamo lavorando per questo e quest’anno mi sembra che qualche risultato si cominci a vedere.

AfN: Può fare un primo Bilancio?

S. Evangelisti: il bilancio è che abbiamo impiegato due anni a far conoscere un nome che in Italia era marchio ma che all’estero era poco conosciuto. Era conosciuto però dalle gallerie che venivano ad acquistare, gallerie internazionali importanti che venivano ad acquistare in Italia, dalle case d’asta, le più importanti, che venivano a comprare ad arte fiera. Il lavoro è stato quello di far conoscere ai collezionisti e al pubblico internazionale e agli appassionati d’arte la fiera di Bologna per la sua qualità e per le proposte originali e non fotocopia di mille fiere. Questo è stato l’obiettivo, di richiamare a Bologna gallerie internazionali importanti perché solo da un confronto diretto con i lavori più importanti degli artisti internazionali, l’arte italiana poteva testimoniare la sua straordinaria qualità.

AfN: La tendenza generale sembra puntare più al contemporaneo che al ‘900, e alle istanze nuove ed emergenti. Pensa che in futuro il moderno sparirà completamente?

S. Evangelisti: No. Sono certa di no. Penso pero che il moderno abbia davanti a sé un momento di ripensamento, il grande boom che ha caratterizzato gli ultimi anni ha reso in realtà rarefatto questo mercato, i capolavori sono pochi perchè sono girate delle opere straordinarie sul mercato e sono state acquisite da musei o da privati, oggi è più difficile trovare opere importanti e credo che per un certo periodo ha girato solo qualcosa di secondo mercato, adesso non è più così stanno ricomparendo poche ma raffinatissime opere importanti, credo che il moderno si ristrutturerà proprio su questo, su un lavoro di documentazione, disegni, opere considerate “opere minori” e che invece acquistano un interesse storico importante e quindi la revisione di un mercato che sembrava andare verso una dilatazione non qualitativa e invece anche qui ad Artefiera, tra le poche fiere al mondo che ha anche il moderno, vediamo dei straordinari disegni di Modigliani, di Boccioni, cose raffinatissime, è un rapporto con la qualità del moderno.

AfN: Lei proviene dal mondo accademico e ha dato molto importanza al programma culturale, ed infatti il programma culturale è assolutamente pieno. L’intenzione è quella di trasformare un evento comunque di mercato in un evento più attento all’aspetto culturale?

S. Evangelisti: Certamente. È un evento di mercato e questo non va assolutamente snaturato, ma è un mercato molto particolare… non sono macchine agricole.. sono opere d’arte e l’arte non può vivere e non può respirare neanche nel mercato se non ha intorno le voci dei protagonisti di questo mondo che sono gli artisti, i critici, i curatori di museo e quindi il programma culturale è teso proprio a familiarizzare il pubblico con i protagonisti di questo mondo, quindi non si parla di opere… ma si parla invece di come nascono e di che vita hanno, in più devo dire che arte fiera, e lo dico con grande orgoglio, è abbastanza amata dagli artisti che di solito non frequentano e non amano le fiere.

AfN: Ha già in parte risposto a questa domanda. Le gallerie internazionali, nonostante la qualità, sono comunque poche rispetto a quelle nazionali? Che segnale Arte fiera intende dare al contesto internazionale?

S. Evangelisti: Arte fiera vuole chiarire e vuole testimoniare una cosa che è gia nei fatti cioè che è la più grande vetrina al mondo qualitativamente parlando, ma anche in tutti sensi, di arte italiana e questo è un fiore che Artefiera tiene ben stretta in mano: l’arte italiana. Io sono italiana e pare scontato, però l’arte italiana è stata poco conosciuta per una serie di ragioni che tutti conoscono e tutti sanno, per un sistema che non ha mai supportato granché… un paese che è stato sempre riportato all’arte antica ed è stato presentato in questi termini, ma ha una straordinaria qualità e avere una fiera in cui ci sono i capolavori dell’arte italiana, però appunto è una fiera che si vuole misurare sia col mercato internazionale che con i grandi artisti che con le gallerie internazionali quindi noi nel nostro progetto e anche di sviluppo futuro, cerchiamo ogni anno di migliorare la fiera di dare più qualità, non prevediamo mai che la quantità di gallerie internazionali superino le gallerie italiane, deve rimanere una fiera italiana. Noi lavoriamo molto sulla qualità della presenze internazionali e stiamo avendo buoni risultati perché una fiera che incuriosisce e per fortuna viene abbastanza apprezzata.

AfN: Arte fiera ha un programma collezionisti?

S. Evangelisti: Ha un programma cosiddetto VIP che prevede una serie di attività esclusive per i collezionisti che sono cene, visite...noi facciamo per i collezionisti questa visita non al museo Ferrari, anche al museo Ferrari, ma alla fabbrica Ferrari, il nostro presidente è il presidente della Ferrari, ama l’arte quanto ama la Ferrari quindi è a disposizione, è una cosa che nessuno può fare perché non è aperto al pubblico e cose di questo genere. Abbiamo anche un programma collezionisti che porta i collezionisti in giro per la città, seguendo delle installazioni di arte contemporanea fatte da gallerie, selezionate da una commissione apposita in arte fiera, nei luoghi storici della città e quindi la possibilità di vedere il “Compianto del Cristo morto” di Niccolò dell’Arca seguendo il filo di un’installazione di un artista contemporaneo, la grande bellissima installazione suggestiva di Paladino dentro il Museo Egizio, la collezione egizia di Bologna è una delle prime cinque del mondo e far conoscere la città attraverso l’arte contemporanea. I collezionisti stranieri scoprono Bologna che è una bellissima città ma un po’ segreta.

AfN: Anche quest’anno spazio ai mercati emergenti dei paesi dell’Est. I prossimi paesi o aree cui la fiera darà attenzione quali saranno? A quali paesi pensate?

S. Evangelisti: il programma è nato come apertura come interesse come focus sui paesi che sono entrati o che stanno entrando in Europa; si è evoluto, si è allargato questo progetto tanto che ora lo denominiamo Emerging Markets perché vogliamo passare anche ad un interesse per l’Egitto per l’Albania, per la Turchia; per i paesi dell’Africa, per i paesi dell’Asia. Bologna Fiere sta organizzando questa importantissima fiera a Shanghai in Settembre, quindi non è filiazione di arte fiera è un'altra cosa, però certamente è la competenza acquisita organizzando Arte Fiera che permette di fare questo, quindi un ´attenzione fortissima ai mercati emergenti e in questo caso particolarmente ai giovani, è chiaro che l’interesse per noi è il linguaggio di oggi di questi paesi.

AfN: Istanze nuove ed emergenti in questo senso. Quali i prossimi obiettivi per Arte fiera? C’è qualcosa di speciale che vorrebbe realizzare per la fiera?

S. Evangelisti: sì a me piacerebbe molto, non è facile ma stiamo cominciando ad attivarci chiamare a Bologna giovani curatori, giovani critici che segnalino giovani gallerie dei paesi dove vivono, delle aree in cui vivono e fare un programma che veda non noi Arte fiera che scegliamo le gallerie, ma invece le proposte che vengono da coetanei. Quindi io amo moltissimo l’arte contemporanea e anche le ultime tendenze, ma io ho un’altra età il mio occhio è quello di una volta.

AfN: Bene prof.ssa Evangelisti. La ringrazio moltissimo per l’intervista.

S. Evangelisti: Grazie mille a voi. Grazie davvero.

www.artefiera.bolognafiere.it

(27.1.2007)

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