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Interview con Donatella Volonte - MiArt


Donatella Volontè

Donatella Volontè, è responsabile di manifestazione di MiArt.
Laureata in lettere moderne con specializzazione in storia dell'arte, oltre a dirigere la manifestazione collabora con le Università milanesi, tenendo seminari sui rapporti tra arte e mercato.

AfN: Buon giorno sigr.a Volontè.

D. Volontè: Buon giorno.

AfN: Com'è arrivata all'arte e come a MiArt?

D. Volontè: Sono arrivata all'arte attraverso gli studi. Sono laureata in lettere moderne con specializzazione in storia dell'arte. Ho iniziato a lavorare da giovane con alcune case editrici che si occupano d'arte , poi con una galleria e poi finalmente 12 anni fa ho contribuito a dar vita a MiArt, che da sei anni è di Fondazione Fiera Milano e di Fiera Milano International per la gestione.

AfN: L'arte contemporanea viene spesso tacciata di afasia. È importante avere i giusti codici per poterla capire?

D. Volontè: L'arte contemporanea non deve più da molto tempo essere capita, da almeno 50 anni, quello che mi sembra importante è che l'arte contemporanea continui ad emozionare. Penso che quando un'opera debba essere spiegata, è un'opera che ha dei limiti che non riesce immediatamente ad essere in empatia con il pubblico. Non dovrebbe essere spiegata. Un opera dovrebbe essere in grado da sola di suscitare empatia, interessi, curiosità e poi potrebbe forse anche essere spiegata.

AfN: Cosa rende diversa MiArt rispetto alle tante altre fiere d'arte?

D. Volontè: Io penso che il punto di forza di MiArt sia quella di non voler essere una fiera curatoriale nel fare delle scelte cronologiche o di tendenza. MiArt si svolge in una città come Milano in cui avvengono l'80% degli scambi artistici nazionali e dove vive un collezionismo dai gusti variegati. La fiera deve offrire un'altissima qualità ma con un'offerta che spazia dall'inizio del '900 alle tendenze più recenti. La forza di MiArt, soprattutto di questa edizione, è che con un biglietto di ingresso puoi vedere sette mostre di carattere curatoriale. Quindi MiArt è un contenitore dove l'aspetto commerciale, che è naturalmente la sua vocazione, è associato a questo programma culturale… sette mostre sono davvero tante!

AfN: E per quanto riguarda il programma culturale oltre i confini della fiera?

D. Volontè: MiArt ha fatto due cose: si è fatta coordinatrice di quello che è un progetto del fuori MiArt, tutto ciò che accade a Milano questa settimana, che riguarda l'arte, dalla Bovisa Container alla Bicocca e altre realtà più piccole ma non meno importanti, rientrano nel programma del fuori MiArt, ma in più abbiamo prodotto per la prima volta una mostra in collaborazione con la galleria di Pechino Tang Contemporary Art, a BaseB nella zona della Bovisa su 16 artisti internazionali cinesi, facendo così continuare il progetto dello scorso anno, Cina Paese Ospite.

AfN: MiArt mostra una certa vocazione all'internazionalizzazione. Il numero delle gallerie straniere è destinato a crescere?

D. Volontè: Milano è la città più cosmopolita d'Italia, non possiamo pensare di non essere internazionali ma non bisogna essere esterofili, non basta che una galleria venga da una città a 30 km da Lugano per essere internazionali. Lo stesso rigore, le stesse selezioni che si applicano alle gallerie italiane devono essere applicate alle gallerie internazionali. È ovvio che vogliamo incrementare il numero di gallerie internazionali e il paese ospite vuole essere su questa linea. L'anno scorso abbiamo avuto la Cina, quest'anno l'Olanda, che ha permesso a MiArt di aprire un canale privilegiato con la fondazione Mondrian, che aiuta le gallerie olandesi ad intervenire all'estero. Quest'anno la fondazione Mondrian ci ha aiutato a organizzare 'Arcipelago Olanda', la mostra curatoriale al padiglione 2. Ma ha anche aperto un canale per i prossimi anni per contribuire l'arrivo a MiArt di altre gallerie olandesi.

AfN: MiArt ha un programma collezionisti, destinato anche al collezionismo internazionale?

D. Volontè: Oggi sono in arrivo 100 collezionisti internazionali e 10 direttori di museo, fra cui Vicente Teodolì, direttore della Tate Modern di Londra. Hanno un programma a loro dedicato in cui, da oggi fino a lunedì, visiteranno molto del fuori MiArt e poi feste, cene e altro…

AfN: Ci può dire quale sarà il prossimo paese ospite?

D. Volontè: per ora è un segreto, lo stiamo costruendo ma penso che saremo in grado di darlo alla stampa entro un mese.

AfN: Quali i prossimi obiettivi di MiArt, quale il suo futuro e c'è qualcosa che vorrebbe realizzare per MiArt che ancora non è riuscita a fare?

D. Volontè: Si certo c'è sempre un margine di crescita per fortuna. Sicuramente l'internazionalità è l'obiettivo, incrementare assolutamente la percentuale delle presenze internazionali, in modo tale che si dica che questa fiera non ha competitor sul piano nazionale ma su quello internazionale.

AfN: Grazie per l'intervista

D. Volontè: grazie a voi.


Interview: Morgana Masu

www.miart.it

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