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Intervista a Wolf Lieser


Wolf Lieser accanto ad un lavoro di Manfred Mohr



Questa è un'intervista www.artfacts.net con Wolf Lieser. Wolf Lieser è il direttore del Digital Art Museum [DAM] [DAM], Gallery [DAM] Berlin e del d.velop digital art award [ddaa].

AfN: Lieser, lei è colui che si può chiamare un "tre direttori in uno"?

Lieser: Puoi definire il tutto in questo modo, ma direi soprattutto che sono il direttore del [DAM] Project, il che include tutti i tre aspetti: lavorare con la Digital Art, cercare di ottenere una comprensione maggiore della stessa ed incrementare lo sviluppo del mercato per gli artisti.

AfN: Ho sempre pensato che il Digital Art Museum fosse un museo inteso come spazio fisico di collezione e mostra di opere d'arte. Per quale motivo [DAM] è un archivio web? In futuro ha anche intenzione di avere un museo reale?

Lieser: Ad un primo momento appare ovvio iniziare con un museo on-line, avendo a che fare con della Digital Art. La nostra intenzione è quella di qualificare davvero gli artisti che vi sono all'interno, a questo proposito è stata costituita una commissione consultiva di sette esperti che li seleziona, garantendo così un alto grado di selettività. A lungo termine sarebbe sicuramente interessante avere anche uno spazio fisico, in modo da curare mostre regolari. Al momento abbiamo ricominciato ad aggiornare il museo on-line così da direzionare ulteriormente l'archivio verso l'arte contemporanea e per documentare a pieno i suoi primi anni sperimentali.

AfN: Il suo sito www.dam.org promuove delle attività chiave. Prima l'archivio web, poi la galleria privata e il premio. Che ruolo giocano ognuno di questi elementi nella promozione della Digital Art?

Lieser: Tutte le attività vengono finanziate principalmente dalle vendite della galleria, quindi ovviamente questo aspetto ha la priorità. Mi sono trasferito a Berlino nel 2003 per cominciare l'intero progetto, dapprima concentrato sulla galleria per portarlo poi ad un livello più terreno, in modo da affermarsi e sviluppare contatti con collezionisti ed istituzioni. Il secondo passo fu quello di lanciare il d.velop digital art award [ddaa] in collaborazione con il d.velop AG nel 2005, il quale corrisponde alla mia idea di visione a tutto tondo sulla Digital Art. L'intenzione è sempre stata quella di fornire l'intero background degli artisti, dato che ho realizzato che la maggior parte delle persone con le quali ho parlato - sia giornalisti che curatori o giovani artisti - non hanno un'idea molto definita del background storico della Digital Art; non molte persone sono a conoscenza che molti di questi pionieri hanno iniziato negli anni '60, e che la Germania ha giocato un ruolo principale agli inizi. Due delle tre mostre iniziali di Digital Art si sono tenute in Germania, questa nazione quindi ha sempre avuto un ruolo di grande spessore in questo ambito. Quest'anno per la terza volta siamo stati in grado di presentare il premio grazie al supporto della Haupt Pharma AG, kommunikation lohnzich e la Kunsthalle Bremen.

AfN: Il terzo elemento quindi consiste nel premio, fondato nel 2005. Che ruole occupa all'interno dell'intero progetto? Inoltre, per quanto riguarda l'archivio, è chiaro che lo scopo è quello di creare una conoscenza più vasta del settore, promossa attraverso internet. La galleria è il luogo della vendita, il luogo d'incontro e lo spazio delle mostre; e per quanto concerne il premio?

Lieser: Quando ho elaborato l'intero concetto negli anni '90, successivamente messo on-line con [DAM] nel 2000, molti di questi artisti che avevano lavorato nel settore dalla fine degli anni '60, non erano a conoscenza del loro ruolo di innovatori, della loro persistenza e del loro credere nello sviluppo di una propria posizione con questo tipo di media. Ho pensato quindi che fosse una buona cosa da fare. C'erano gia dei premi, per esempio Ars Electronica, un grande festival della cultura digitale a Linz che ha ogni anno un premio per l'arte digitale. Basato sulla competizione, l'artista viene premiato per uno specifico lavoro, ma non esiste un premio che valuti il percorso lavorativo di una vita. Da qui l'idea: creare un premio per il percorso lavorativo di un artista che focalizzi l'attenzione sui principali pionieri di questo settore. Molti dei vincitori hanno davvero combattuto contro le idee preconcepite, contro gli strani comportamenti dei curatori, la mancanza di conoscenze, e tutto cio per 30 anni! Ed improvvisamente arriva qualcuno e dice "Sei grande! Ecco qui 20,000 euro, avrai una retrospettiva in un museo" e riesci a vedere la loro emozione, non ci possono credere.
Questo ha dimostrato anche a me che in questo campo non siamo sulla giusta strada. D'altra parte, Digital Art sta attraversando dei cambiamenti, sta diventando molto più affermata. ARTnews, un'importante rivista in America, dedicò un numero agli avatar in febbraio, una figura di vita secondaria creata da Eva+Franco Mattes, la coppia conosciuta internazionalemente che lavora con il media digitale e Net Art, che ARTnews mise in copertina. Nel loro articolo hanno affrontato il tema del mondo dell'arte e gli avatars in Second Life, la sua estetica e gli artisti che lavorano con questo strumento, il che è gia ai margini della Digital Art. Devo dire che gli americani per quanto riguarda questo aspetto sono molto più coraggiosi ed avanzati rispetto a quanto siamo qui in Germania.



Wolf Lieser e Marek Claassen

AfN: Cosa ci dice del suo libro?

Lieser: Il libro è una grande opportunità che si presta totalmente allo scopo di informare le persone che non sono familiari con questo settore per dargli principalmente un'idea di Digital Art, un'introduzione. Facile da leggere, contiene molte immagini e presenta i maggiori artisti. All'inizio volevo parlare di tutti gli artisti principali ma questo non fu possibile, quindi selezionai degli artisti importanti per diversi aspetti della Digital Art. Il libro risulta piacevole da leggere, in viaggio, sul treno o in volo; dopo la lettura si può ottenere un'idea del modo in cui si sviluppò l'arte digitale dal 1960. Il libro uscirà in primavera in tedesco e in inglese e la casa editrice sta pianificando di tradurlo anche in altre lingue.

AfN: Il vincitore di quest'anno del d.velop digital art award [ddaa] è Norman T. White, che viene anche chiamato il padrino dell'arte elettronica canadese. Il suo lavoro mi sembra molto più simile ad una macchina o all'arte robotica. Per quale motivo è stato scelto?

Lieser: Sta sviluppando un aspetto totalmente opposto a quello degli altri artisti che hanno ricevuto il premio negli anni precedenti, Vera Molnar e Manfred Mohr, lavorando con degli schizzi plotterati e con la progammazione.
White programma computers da solo e sta costruendo un proprio robot che ha una serie di comportamenti caratteristici. E' molto divertente nei suoi approcci e questo è un aspetto peculiare della Digital Art: l'interattività robotica, le installazioni e la programmazione di robots.

AfN: In un'intervista con vernissage.tv nel 2005 ha detto di aver istituito una piattaforma per la Digital Art nel 1998. Ha anche affermato che la Digital Art è sempre rimasta molto sconosciuta e che non esisteva un suo mercato al tempo. Che risultati ha ottenuto finora?

Lieser: Ci sono stati assolutamente dei cambiamenti; siamo all'interno di un processo di riconoscimento sempre maggiore di questa corrente artistica. Esistono ora delle istituzioni come la Kunsthalle Bremen, che posseggono una collezione vasta di pezzi della prima computer art, circa 1.000. Anche il Victoria and Albert Museum di Londra ha inziato la sua collezione, hanno alcune centinaia di primi schizzi di computer art, disegni e dipinti. Negli USA è diverso, musei come il Whitney Museum of American Art o il Guggenheim Museum, entrambi a New York, sono stati tra i primi ad inziare una collezione di Digital Art contemporanea. Gli europei al contrario sembrano essere molto più orientati alla storicità, si occupano prima del passato prima di arrivare al presente. Negli USA puoi quindi trovare delle istituzioni come quelle sopracitate, che si occupano molto più della scena contemporanea, di ciò che sta accadendo al momento, in maniera simile alle Tate Modern, la quale ha commissionato alcuni lavori. Esistono quindi delle diverse strategie.

AfN: Quante pensi siano le gallerie che lavorano in questo campo? Quanto credi sia grande questo mercato? C'è un mercato d'aste per la Digital Art oppure ce n'è uno primario? Hai una stima del numero delle gallerie?

Lieser: Probabilmente conosco tutte le gallerie che stanno lavorando in questo settore. Ci sono anche quelle che non trattano necessariamente solo digital media, magari rappresentano un solo artista che lavora in digitale. Non terrei in considerazione quest'ultime che lavorano anche con pittori e fotografi. Ce ne sono due o tre a New York, ci siamo noi qui a Berlino, un'altra è a Brescia, Italia, c'è anche una giovane galleria a Parigi, tutte interessate a questo media. Non siamo nemmeno in dieci, quindi il mercato è davvero piccolo, ma ci siamo ed è sicuramente un mercato in ascesa. Se guardi i trends che resistono e si affermano nel mercato mainstream del momento, come fotografia e pittura e se sei un giovane collezionista che si guarda attorno, non vuoi collezionare cose sulle quali altri si sono già focalizzati prima... cerchi delle nuove direzioni. Qui c'è la possibilità di occuparsi di un medium che rappresenta la nuova generazione.

AfN: E' possibile avere una fascia indicativa di prezzo?

Lieser: Troppo economico, direi. Solo per farti un esempio della cifra di cui stiamo parlando, abbiamo in mostra Manfred Mohr al momento, ha 70 anni ed è quello che viene considerato un grande eroe da molti giovani artisti: quest'opera software include due schermi ed un computer e vale 24,000 euro. Comparata al mercato generale dovrebbe costare attorno ai 100,000. Puoi allora comprare dell'inchiostro da stampa da lui per 2,000 o 3,000; i primi disegni a plotter costano 5,000 o 6,000, e sono degli anni '70, e lui ne è il più grande pioniere. Considerando questo, la fascia di prezzo rimane comunque molto ragionevole, data l'importanza che l'artista ha; negli ultimi cinque anni tuttavia, i prezzi del primo periodo di Manfred Mohr sono saliti di circa il 500% o il 600%.

AfN: La prima cosa che mi ha colpito quando ho iniziato ad appassionarmi a questo soggetto è che oggi giorno tutto è Digital Art. Perfino la pittura è Digital Art. Gli artisti scelgono il soggetto, lo elaborano in Photoshop e lo proiettano in una tela. Dove pone i confini? Cosa si puo definire Digital Art?

Lieser: Devo confrontarmi con questo aspetto quotidianamente quando un fotografo viene in galleria e dice "Questo fotografo è on-line, è digital" ma quei lavori non hanno molto a che fare con la Digital Art. Naturalmente adesso ogni fotografo usa questi strumenti, ma questo non lo rende un fotografo migliore! Quello che ci interessa è il modo nel quale definiamo il termine Digital Art, un artista che lavora concettualmente o esteticamente con questo media; il che significa che non lo devi utilizzare per ottenere un miglior risultato rispetto all'utilizzo di un altro tipo di media. Jeff Koons per esempio ha disegnato i suoi dipinti al computer, ma questo non li rende per niente lavori di Digital Art, li puoi definire collages. Puoi riconoscere nei suoi dipinti l'influenza estetica dell'utilizzo di Photoshop, in quanto è un software sviluppato da alcuni designers e programmatori che definiscono ovviamente una propria estetica attraverso i loro strumenti. Quindi se sei un utente di questo programma, dipenderai per forza da questo. Un artista digital puro non lo farebbe mai: programma tutto da sè, in modo da creare il suo stile unico.




AfN: Nell'archivio di [DAM] ho trovato un link ad altre fonti, per esempio il sito web www.computerfinearts.com, ho guardato la loro collezione che comprende Mendoza, la sua opera si chiama "disco". Questo lavoro era una forma pura di browser animation. A proposito di questo ho l'impressione che lei stia cercando di concentrarsi su lavori collezionabili come le stampe su carta. Puo identificare altre forme di rappresentazione artistica che possono essere di rilievo e collezionabili nel contesto della Digital Art?

Lieser: Questo è un aspetto del digitale che è trattato anche nel libro perchè ci sono molte cose interessanti che stanno accadendo nel web, tutte gratis, ed è incredibile vedere i lavori fantastici ci puoi trovare all'interno! La cosa interessante è che il mondo della Digital Art che conoscono tutti comprende le persone che lavorano con il web e in generale il mondo dell'arte, e difficilmente sono conosciuti dalla gente, il tutto non è così affermato. Ognuno può cliccare in un sito e può provare l'esperienza gratuitamente, ma il problema reale è quello di sviluppare un cambiamento. Ci pensavo da molto ed ora sono convinto che le cose devono svilupparsi in qualche maniera, che sia affittare Net Art o Software Art o scaricare il file per un periodo limitato di tempo, il che sta a significare che lo paghi per un anno. Quindi gallerie o curatori devono cercare delle possibilità per lo sviluppo di cambiamento tra le persone che hanno provato questo tipo di arte e l'artista che la crea; questo non ha a che fare con il ricavarci qualcosa - finanziariamente intendo. Naturalmente, quando ho fondato la galleria, mettevo in mostra soprattuto schizzi al plotter che puoi portare con te, i quali potrebbero in alcuni casi avere una base web.

AfN: Questo tipo di collezione però non comporta un grande rischio? Alcuni artisti sono disponibili nel web, puoi scaricare i loro lavori ed ognuno può vederli.. quello che si colleziona, è unico?

Lieser: No, non è unico. Il collezionista acquista il diritto di includerli nel proprio sito web. Normalmente dipende dal tipo di accordo che ha fatto, spesso non è l'unico ad avere quell'opera nel suo sito web.

AfN: Quindi, collezionare Digital Art può essere vista molto più come una sponsorizzazione in un certo senso, dai i tuoi soldi per una cosa che può essere sviluppata in maniera positiva, ma non puoi realmente avere qualcosa che puoi portare ad un'asta come Sotheby's, questo è un rischio.

Lieser: Sì, questo è un aspetto dell'intera sezione. Se guardi Tino Seghal però con le sue performances, lui sta vendendo qualcosa che non è collezionabile. Questo è lo stesso concetto che si sta ancor più sviluppando perchè non è nemmeno nel web. Lui ad esempio spiega il concetto ad altre persone, l'idea della sua performance solo a parole e questo è tutto quello che percepisci della performance. Penso che il fatto di avere un assetto tangibile è un'idea molto vecchia e di vecchio stile: pensa a quello che abbiamo nei nostri laptops, le nostre email, i nostri film, la nostra musica, le nostre foto... tutto ci segue ovunque andiamo. Perchè non può succedere lo stesso con l'arte? Perchè non scaricarla allo stesso modo per qualche tempo? Perchè trattarla come fosse la nostra musica? Penso tu debba parlare con le persone, dargli un'idea e spiegargliela, fargli capire e se non sono d'accordo, va bene ugualmente. La nuova generazione, che è ora attorno ai venti-trent'anni, è naturalmente portata per questo tipo di lavori, sentendoli parte della loro vita. Questi giovani sono parte integrante della club culture, conoscono gli artisti che lavorano con i visuals, suoni e musica, tutti computer based e il tutto è molto connesso. C'è quindi solo un piccolo passo da fare per ottenere un'opera software nel tuo mega schermo a casa, è molto più di tendenza di appendere un dipinto astratto sul muro.

AfN: Ho riunito alcuni artisti da lei ha citati nel sito di [DAM] ed ho ottenuto una classifica in base al nostro ranking system. I primi sono Manfred Mohr e Vera Molnar. Come mai?

Lieser: Manfred Mohr e Vera Molnar sono due artisti che hanno iniziato a lavorare nel 1969, sono tra i primi pionieri e si sono affermati nel mercato sulla linea dell'arte costruttivista, in quanto sono rimasti in questo campo per 30 anni. Adesso che l'intero settore del costruttivismo è andato a ribasso nel mercato, noi, gallerie per i digital media, li abbiamo promossi come molto importanti nella sfera della Digital Art, riportandoli nuovamente ai vertici della loro carriera. Ora sono i più affermati del mercato, ma i giovani artisti li stanno raggiungendo!

AfN: E' relativamente facile scoprire i pionieri della prima fase della Digital Art. Come fa invece a selezionare i digital artists di oggi?

Lieser: Direi che uso lo stesso metodo di ogni altra galleria rispettabile, rispetto dei criteri che non esistono solo per la Digital Art. Considero la posizione unica, l'intero linguaggio artistico che l'artista ha sviluppato, la forma deve accordarsi con l'approccio concettuale e controllo che un artista non produca qualcosa che altri han gia fatto prima, perchè allora diventa noioso. Il risultato al momento è di ampia scelta: sculture, Robot Art, stampe, Net Art, Software Art, installazioni interattive, è un campo davvero interessante.

AfN: Caro Lieser, grazie per l'intervista.


Intervista: Marek Claassen

Traduzione: Valentina Trevisiol

(1.12.2008)

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