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Mostra personali: Hanne Darboven - Index (terminata)

27 Ottobre 2012 fino al 12 Gennaio 2013
  Hanne Darboven - Index
Exhibition view
 
  P420

P420
Piazza Dei Martiri 5/2
40121 Bologna
Italia (mappa della città)

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tel +39 (0)51 - 484 79 57
www.p420.it


Cresciuta negli anni della nascita della Minimal Art e dell'Arte Concettuale Americana, l'esordio artistico di Hanne Darboven è da collocare nella metà degli anni Sessanta con i construction drawings, durante un soggiorno a New York durato due anni. E' qui che, dopo una breve fase geometrica, Hanne Darboven trova il suo rivoluzionario e caratteristico sistema di disegno e scrittura.
Logico ed enigmatico al tempo stesso, il suo lavoro è fatto di segni, parole, numeri, calcoli.
«Uso i numeri perché questo è un modo per scrivere senza descrivere. Non ha nulla a che vedere con la matematica. Proprio nulla. Scelgo di usare i numeri poiché sono così stabili, limitati, artificiali». Queste le parole con cui Hanne Darboven descrive il proprio lavoro sulla rivista Artforum nel 1973. «I miei sistemi sono concetti numerici, che lavorano in termini di progressioni e/o riduzione, in qualche modo simili ai temi con variazioni in musica.
Mi piacciono i mezzi più umili e meno pretenziosi, perché le mie idee si fondano su loro stesse e non sul materiale; è la natura stessa delle idee ad essere non materiale».
Idee quindi, inarrestabili flussi di pensiero che prendono forma nella compulsiva necessità di scrivere, di tracciare, di tradurre in numeri, di mettere ordine, di ridurre all'essenziale.
Ossessionato, compulsivo, logico e onirico, al tempo stesso rigido quanto poetico, il lavoro di Hanne Darboven è da inquadrare nella tendenza, tipica degli anni '60 e '70, alla dematerializzazione dell'arte teorizzata tanto da Lucy Lippard quanto da Sol Lewitt, alla riduzione dell'espressione artistica ad un'idea razionale, indipendentemente dalla sua concreta realizzazione.
A partire dalla fine degli anni '70, Hanne Darboven aggiunge un'altra dimensione al suo vocabolario artistico: quella della musica. Nasce così un sistema musicale in cui i numeri si sostituiscono alle note, in cui un modello numerico diventa una sinfonia eseguibile.

La mostra, curata dalla critica Miriam Schoofs in collaborazione con la Hanne Darboven Foundation di Amburgo, presenta una selezione di lavori realizzati tra gli anni '70 e la metà degli anni '90, oltre ad alcuni tra i suoi più significativi libri d'artista, per i quali lei stessa amava definirsi scrittrice prima ancora che artista.

Catalogo della mostra disponibile in galleria.

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